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Saggi: Sonderkommando Auschwitz

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Per decenni Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco di nazionalità italiana, ha preferito mantenere il silenzio. Ha tenuto dentro di sé i mostri e i fantasmi, il marchio indelebile della Storia. Ha messo a tacere le voci raggelanti e i colpi della brutalità umana, come l’inconsolabile pianto di un neonato, sommerso da corpi asfissiati, tra cui quello della sua stessa madre, placato da uno sparo sordo. Ha lasciato che le immagini dell’orrore restassero vivide e mute nella sua mente: capelli tagliati e denti cavati ai cadaveri, corpi inermi trasportati nei forni crematori. L’autore, uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz- Birkenau, una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spietata macchina di sterminio nazista, ha occhi, cuore e mente incatenati ai luoghi dello sterminio. «Non si esce mai» ha detto «dal Crematorio.» Non si dimentica mai. E quando è necessario, nonostante il dolore, si comincia a parlare. I racconti di Shlomo Venezia sono base di una lunga intervista, che è origine di questa testimonianza lucida e onesta. Accolto con vivo interesse per la sua unicità straordinaria e tradotto in 18 Paesi, questo libro è la forma più nobile di omaggio alle vittime di ieri: la memoria.

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Saggi: Sonderkommando Auschwitz, Shlomo Venezia, Walter Veltroni

Sprache
Erscheinungsdatum
2009
Einband
(Paperback),
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Titel
Saggi: Sonderkommando Auschwitz
Sprache
Italienisch
Verlag
Rizzoli
Erscheinungsdatum
2009
Einband
Paperback
Seitenzahl
240
ISBN10
8817028630
ISBN13
9788817028639
Reihe
Erstveröffentlichung
2007
Originaltitel
Sonderkommando - Dans l´enfer des chambres á gaz
Bewertung
4,75 von 5 Sternen
Beschreibung
Per decenni Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco di nazionalità italiana, ha preferito mantenere il silenzio. Ha tenuto dentro di sé i mostri e i fantasmi, il marchio indelebile della Storia. Ha messo a tacere le voci raggelanti e i colpi della brutalità umana, come l’inconsolabile pianto di un neonato, sommerso da corpi asfissiati, tra cui quello della sua stessa madre, placato da uno sparo sordo. Ha lasciato che le immagini dell’orrore restassero vivide e mute nella sua mente: capelli tagliati e denti cavati ai cadaveri, corpi inermi trasportati nei forni crematori. L’autore, uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz- Birkenau, una squadra speciale selezionata tra i deportati con l’incarico di far funzionare la spietata macchina di sterminio nazista, ha occhi, cuore e mente incatenati ai luoghi dello sterminio. «Non si esce mai» ha detto «dal Crematorio.» Non si dimentica mai. E quando è necessario, nonostante il dolore, si comincia a parlare. I racconti di Shlomo Venezia sono base di una lunga intervista, che è origine di questa testimonianza lucida e onesta. Accolto con vivo interesse per la sua unicità straordinaria e tradotto in 18 Paesi, questo libro è la forma più nobile di omaggio alle vittime di ieri: la memoria.