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Africa qui. Storie che non ci raccontano

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  • 128 Seiten
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Per molti anni, la presenza di immigrati era rara, ma quando apparivano, attiravano l'attenzione per il loro abbigliamento strano e gli accessori esposti. Erano spesso identificati come "marocchini" a causa della loro carnagione olivastra. Con il tempo, arrivarono anche immigrati dall'Africa subsahariana, che cercavano di vendere nei parcheggi dei supermercati, dando origine all'espressione "vu' cumprà". Successivamente, il termine "extracomunitario" emerse, etichettando chi proveniva da paesi al di fuori dell'Unione Europea, nonostante alcune contraddizioni. La deriva linguistica culmina nel termine "clandestino". Questo libro esplora le storie di tredici immigrati, etichettati in vari modi, che rappresentano il cosiddetto "problema sicurezza". Tuttavia, questi uomini e donne dimostrano che è possibile lasciare l'Africa e costruire una vita di successi e dignità. Le loro sfide superano quelle del giovane italiano medio, ma affrontano le avversità con determinazione. Essere artista, medico o filantropo è possibile, anche se non semplice. Queste storie suggeriscono che gli immigrati sono una parte fondamentale della società italiana, contribuendo con il loro lavoro e le loro tasse, ma spesso ignorati dalla comunità.

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Africa qui. Storie che non ci raccontano, Stefania Ragusa

Sprache
Erscheinungsdatum
2008
Einband
(Paperback)
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Titel
Africa qui. Storie che non ci raccontano
Sprache
Italienisch
Autor*innen
Stefania Ragusa
Erscheinungsdatum
2008
Einband
Paperback
Seitenzahl
128
ISBN10
8878760994
ISBN13
9788878760998
Reihe
Bewertung
3,7 von 5 Sternen
Beschreibung
Per molti anni, la presenza di immigrati era rara, ma quando apparivano, attiravano l'attenzione per il loro abbigliamento strano e gli accessori esposti. Erano spesso identificati come "marocchini" a causa della loro carnagione olivastra. Con il tempo, arrivarono anche immigrati dall'Africa subsahariana, che cercavano di vendere nei parcheggi dei supermercati, dando origine all'espressione "vu' cumprà". Successivamente, il termine "extracomunitario" emerse, etichettando chi proveniva da paesi al di fuori dell'Unione Europea, nonostante alcune contraddizioni. La deriva linguistica culmina nel termine "clandestino". Questo libro esplora le storie di tredici immigrati, etichettati in vari modi, che rappresentano il cosiddetto "problema sicurezza". Tuttavia, questi uomini e donne dimostrano che è possibile lasciare l'Africa e costruire una vita di successi e dignità. Le loro sfide superano quelle del giovane italiano medio, ma affrontano le avversità con determinazione. Essere artista, medico o filantropo è possibile, anche se non semplice. Queste storie suggeriscono che gli immigrati sono una parte fondamentale della società italiana, contribuendo con il loro lavoro e le loro tasse, ma spesso ignorati dalla comunità.