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Daria Bignardi

    14. Februar 1961
    Un karma pesante
    Linus chiama Italia
    Oggi faccio azzurro
    L'acustica perfetta
    Meine sehr italienische Familie
    So glücklich wir waren
    • So glücklich wir waren

      • 317 Seiten
      • 12 Lesestunden

      Mit ihren Erinnerungen an die unbeschwerten Tage der Jugend und ihrer Leidenschaft für klassische Literatur lebt Alma lieber in der Vergangenheit als in der Gegenwart. Als ihre Tochter Antonia schwanger ist, weiht sie sie ein in ein wohl gehütetes Familiengeheimnis: das spurlose Verschwinden ihres Bruders. Antonia beschließt, nach Ferrara zu reisen und sich auf eine Suche zu machen, für die ihre Mutter nie genug Kraft hatte. Doch bei ihren Streifzügen durch die mysteriös anmutende Stadt, die mit ihren mittelalterlichen Gemäuern und den schmalen Gassen die perfekte Kulisse für Heimlichkeiten und Gerüchte bietet, kommt Antonia nicht nur der Geschichte ihrer verschlossenen Mutter und dem Verschwinden ihres Onkels auf die Spur, sondern enthüllt auch eine familiäre Tragödie, die sehr viel weiter reicht, als sie jemals hätte ahnen können. So glücklich wir waren erzählt ebenso fesselnd wie ergreifend von lebenslanger Reue und der fragilen Nähe zwischen Müttern und Töchtern. In ihrem aufwühlenden Roman stellt Daria Bignardi die alles entscheidende Frage, wie genau wir die Menschen kennen, die uns am nächsten stehen.

      So glücklich wir waren
      4,4
    • Als ihre Mutter Giannarosa stirbt, erinnert sich Daria an die Geschichte ihrer Familie: An die leidenschaftliche Liebe ihrer Eltern, die sich 1944 im Bombenhagel kennenlernen. An ihren Vater Vico, einen Kavalier alter Schule, der seine beiden Töchter vergöttert, wie es nur ein italienischer papà tun kann. An Micione, den Kater (und Ersatzbruder), der immer auf dem Fernseher schläft. An all die Kleinigkeiten, Chaos und Liebe, die aus einer normalen Familie etwas ganz besonderes machen.

      Meine sehr italienische Familie
      2,9
    • Arno e Sara si incontrano da giovani e si amano istintivamente. Un'estate, lei lo lascia, affermando di preferire "gli amori infelici". Anni dopo, si riscoprono e decidono di sposarsi, apparendo felici. Arno crede di darle tutto, ma non riesce a comprendere le sue malinconie e bugie crescenti. La sua vita, da musicista alla Scala e padre di tre figli, sembra appagante, ma il disagio di Sara aumenta. Un evento sconvolgente costringe Arno a interrogarsi sulla vera natura della donna con cui ha condiviso tredici anni. Inizia a esplorare ferite giovanili e passioni represse, scoprendo storie insospettabili. Può una donna restare con un uomo che la ama ma non la conosce? E un uomo può accettare la mancanza di fiducia della moglie? La narrazione si snoda come una fuga, mescolando la delicatezza di un romanzo di formazione con la potenza di un'indagine. Daria Bignardi offre una voce unica a un protagonista maschile, svelando, pezzo dopo pezzo, il ritratto di una donna inquieta. Questo percorso verso la verità nascosta in ogni relazione esplora il dolore e i segreti delle nostre vite, conducendo a un finale imprevedibile.

      L'acustica perfetta
      3,7
    • Oggi faccio azzurro

      • 168 Seiten
      • 6 Lesestunden

      «Mi chiamo Gabriele, come l'arcangelo», aveva detto, «ma qui in Germania è un nome da donna. Il tuo invece che razza di nome è?» Galla, chiamata così in onore dell'imperatrice Galla Placidia, riflette sulla sua vita da quando il marito l'ha lasciata senza spiegazioni. Trascorre le giornate sul divano, fissando la magnolia grandiflora e pensando al suicidio per sfuggire a un dolore insopportabile. Esce solo per vedere la psicanalista Anna Del Fante o per visitare un carcere, dove canta con un coro di detenuti tossicodipendenti, riconoscendo la propria necessità di disintossicarsi. Durante un viaggio a Monaco di Baviera, entra in un museo e scopre la mostra della pittrice Gabriele Münter. Le opere, «piene di colore e prive di gioia», la ipnotizzano e la voce di Gabriele inizia a tormentarla, raccontandole la sua storia d'amore con Kandinskij, simile a quella di Galla con Doug. Mentre il dialogo tra le due si intensifica, Galla incontra Bianca, un'adolescente in crisi, e Nicola, un seduttore compulsivo. Le conseguenze di questi incontri potrebbero cambiare le vite di tutti e tre, portando a nuove scoperte e trasformazioni.

      Oggi faccio azzurro
    • Santa degli impossibili

      • 109 Seiten
      • 4 Lesestunden

      «Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che è un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera. Che non saprei dove altro vivere. Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro. Milano mi somiglia. Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.» Mila è stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria: oggi è la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale. Qui incontra Annamaria, un'insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza: quella di una donna che – a nome di tutte le donne – riuscì a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile. Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l'amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.

      Santa degli impossibili
    • «Le situazioni pericolose, tristi, luttuose mi facevano vibrare come se solo nel dramma la vita si mostrasse davvero: nuda, integra, commovente». Ognuno di noi ha conosciuto l'irresistibile attrazione dell'abisso. Daria Bignardi esplora questa forza con sincerità e ironia, rivelando le contraddizioni della sua vita e della nostra, in cui tutto può salvarci e dannarci, da una madre a un libro casuale. Attraverso le sue passioni letterarie, Bignardi si confessa intimamente, affrontando bugie adolescenziali, amori fatali e malinconie ricorrenti, narrando l'avventura di conoscere sé stessi attraverso le proprie zone d'ombra. Scrive un inno all'incontro, alla scoperta che gli altri sono come noi. Questo memoir di formazione è un breviario di bellezza e un atto di fede nel potere delle parole, un percorso sorprendente di domande, illuminazioni e segreti che provoca e consola, fa sorridere e commuovere. Un viaggio in cui la vita si manifesta «furiosamente grande». Ricorda un episodio della sua adolescenza, quando, dopo aver letto "Il demone meschino", giocò alla droga con polvere di un vecchio gioco. La sua famiglia, con le sue ansie e preoccupazioni, cercava di proteggerla, ma la sua ribellione la portò a diventare l'opposto di ciò che si aspettava da lei.

      Stile Libero Big: Libri che mi hanno rovinato la vita e altri amori malinconici
    • Questo libro, pur raccontando una morte, parla della vita. E dice che è sempre meglio dare che non dare, anche quando si sbaglia. Perché in una famiglia l'unica cosa che fa davvero male è l'assenza, mentre il caos e il calore delle esperienze condivise rafforzano le nostre radici e la nostra identità. Daria Bignardi scava nella memoria, dove nulla va perduto e si rivelano legami inattesi. Tutto - persone e luoghi - ha lasciato qualcosa. Tutto è storia individuale, di una famiglia, di un'epoca: tutto ha lasciato un segno e ci ha resi ciò che siamo. Ma ogni cosa gira intorno al rapporto complicato tra madre e figlia, che - come spesso accade - è fatto di trasporto e identificazione ma anche di bisogno di separarsi, di quella necessità di scrivere il proprio destino che spesso sta alla base dei conflitti. Con appassionata nostalgia, in equilibrio tra commozione e divertimento, Daria Bignardi racconta una vicenda dolce e ironica, affascinante come una foto in bianco e nero, viva come un abbraccio: una storia proiettata all'improvviso sullo schermo della memoria quando la protagonista scompare. La storia di un amore più forte dell'assenza, un racconto in cui sarà inevitabile per chiunque, pur nell'assoluta singolarità della voce narrante, riconoscersi.

      Oscar grandi bestsellers: Non vi lascerò orfani