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Francesco Filippi

    Francesco Filippi ist ein Historiker der Mentalität und ein Dozent bei der Vereinigung zur sozialen Förderung Deina, welche Gedenkreisen und Bildungsprogramme in ganz Italien organisiert. Er wirkt an der Erstellung von Handbüchern und Bildungswegen zum Thema der Beziehung zwischen Erinnerung und Gegenwart mit. Seine Arbeit befasst sich mit der Analyse historischer Mythen und deren Einfluss auf die gegenwärtige Wahrnehmung der Vergangenheit.

    Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo
    Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto
    Mussolini hat Gutes getan?
    "Aber wir haben ihnen doch Straßen gebaut!"
    • "Aber wir haben ihnen doch Straßen gebaut!"

      Das italienische Kolonialreich: Terror, Lügen und Vergessen

      • 195 Seiten
      • 7 Lesestunden

      Die italienische Kolonialgeschichte, die Ende des 19. Jahrhunderts begann, wird umfassend beleuchtet, insbesondere die Eroberungen in Eritrea, Somalia, Äthiopien und Libyen, die mit erheblichem Staatsterrorismus und hohen Opferzahlen verbunden waren. Filippi untersucht die Rolle liberal-konservativer Regierungen vor Mussolini und deren imperialistische Ideologie sowie die faschistische Propaganda. Zudem wird die nach 1945 weitgehend beschönigte Vergangenheit thematisiert. Das Buch ist für ein breites Publikum geschrieben und spiegelt aktuelle Debatten über Kolonialismus wider, insbesondere im Vergleich zur deutschen Geschichte.

      "Aber wir haben ihnen doch Straßen gebaut!"2024
    • Francesco Filippi, dopo il successo di "Mussolini ha fatto anche cose buone", si afferma come una voce cruciale nel dibattito sul fascismo in Italia. Ha condotto un'analisi meticolosa per smontare le leggende persistenti sul ventennio fascista e sulla figura del duce, ancora radicate nel paese. Ora, Filippi esplora le ragioni per cui molti italiani continuano a cadere vittime di una propaganda risalente a oltre due generazioni fa. Si interroga su come, dopo una guerra devastante, milioni di morti, leggi razziali, occupazione coloniale, e una lunga guerra civile, ci si possa ancora riconoscere in ideali fascisti. Nonostante il passato, svastiche e antisemitismo riemergono, e il ricordo di quel periodo oscuro sembra affievolirsi. Filippi analizza la fine della guerra, le azioni intraprese e quelle trascurate, il ruolo degli intellettuali e cosa è stato insegnato alle nuove generazioni. Soprattutto, evidenzia come gli italiani si siano autoassolti nel loro immaginario democratico, evitando di confrontarsi con un passato che continua a influenzarci. La storia, quindi, non è stata sufficiente a renderci immuni.

      Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto2020