Lancia Hyena Zagato
- 200 Seiten
- 7 Lesestunden






Edizione integrale
Roman
Den Teufel im Leib ist das Werk eines Vierzehn- bis Siebzehnjährigen, nicht eines Frühreifen, sondern eines früh Reifen, der, unbekümmert um jede Avantgarde, an den großen klassischen Roman anknüpfte. Jugend wird da nicht aus ferner Erinnerung verdüstert oder verschönt, sondern unmittelbar und unverstellt, in jedem Augenblick identisch mit sich selbst und ihrer Erfahrungsstufe, in Sprache, in Literatur.
November, Erinnerungen, Aufzeichnungen und innerste Gedanken
Zwei frühe, autobiografische Erzählungen und ein Einblick in das Tagebuch des jungen Flaubert. ›November‹ ist der zweite Band der Jugendwerke (1838–1842).
È negli archivi del palazzo romano dei Caetani, in via delle Botteghe Oscure, che Stendhal trova, nell'inverno 1833-34, una raccolta di manoscritti dei secoli XVI e XVII, scritti da anonimi «in una specie di gergo», cioè in dialetto. In una lettera a Sainte-Beuve scrive: «Ho impiegato le mie economie per acquisire il diritto di fare delle copie. Tradurrò fedelmente questa roba, il cui merito, secondo me, risiede appunto nella fedeltà». Agli occhi di Stendhal infatti queste "cronache", benché l'amore vi svolga un grande ruolo, sono un complemento della storia d'Italia: «è la società da cui sono scaturiti i Raffaello e i Michelangelo»; le storie che vi sono raccontate contengono l'energia dei sentimenti, sono 'verità"; è la «passione italiana», come nell'ultima cronaca, Suora Scolastica, alla quale Stendhal sta ancora lavorando il giorno della sua morte, vortice romanzesco di una passione d'amore negata dalla violenza della società napoletana del XVIII secolo.
In dem Nebengebäude des Schlosses Glandier ist Mademoiselle Mathilde Stangerson, die Tochter des Schlossherrn, beinahe erwürgt worden. Bewußtlos liegt sie im Zimmer. Erst als sie aufwacht und um Hilfe ruft, werden die Schloßbewohner aufmerksam und eilen herbei. Das Zimmer ist von innen verschlossen. An einer Wand sind Blutspuren zu sehen, Möbel sind umgestürzt, und am Boden liegt eine Keule. Wie konnte der Täter entkommen? Und wer war für den Anschlag verantwortlich?
Brevi capolavori di ambigua e delicata bellezza, i Contes cruels spiccano sovrani su tutta l’opera di Villiers de l’Isle-Adam, vero prisma rilucente in cui l’esprit dell’autore si riflette in tutte le sue molteplici sfaccettature. Feroci, sgradevoli, imbarazzanti, sontuosi nella scrittura, dove ammiccano tesori lessicali tutti da riscoprire e gustare con palato sottile, impreziositi da un sapientissimo uso del décor, i Contes cruels («il più miracoloso dei libri d’ore», come ebbe a scrivere Stéphane Mallarmé) rappresentano uno splendido, raro esempio di fantastico a parte subjecti da cui parecchi scrittori avranno non poco da imparare.