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Guido Paduano

    Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità
    Come è difficile esser felici
    Problemi di letteratura generale
    Classici greci e latini - 1422: Anfitrione
    Alkestis
    Il capitano Paul
    • Classici greci e latini - 1422: Anfitrione

      Testo latino a fronte

      • 224 Seiten
      • 8 Lesestunden

      Cosa succederebbe se, tornando a casa, si venisse accolti da un altro se stesso? Il tema del doppio e la difesa della propria identità nel contrasto tra realtà e apparenza sono al centro di questa 'tragicommedia', ricca di ironia e colpi di scena che hanno ispirato autori come Molière e Kleist. Giove, innamorato della bella Alcmena, sfrutta l'assenza del marito Anfitrione per assumere le sue sembianze e passare la notte con lei. Il mattino seguente, il vero Anfitrione invia il servo Sosia per annunciare il suo ritorno dalla guerra, ma questi si imbatte nel suo 'sosia', ovvero Mercurio travestito, che sostiene il gioco di Giove. Anfitrione non crede alle parole del servo, e dopo un'esilarante interazione con il suo doppio, corre a raccontare l'accaduto al padrone. Anche Alcmena non viene creduta quando afferma di aver appena visto il marito. La situazione si complica, e solo l'intervento di Giove potrà riportare la serenità e risolvere i dubbi, conducendo a un inevitabile lieto fine. Guido Paduano esplora i temi centrali della commedia in un acuto saggio introduttivo, accompagnato da una ricca prefazione di Cesare Questa sul teatro di Plauto.

      Classici greci e latini - 1422: Anfitrione2002
      3,4
    • Alkestis

      • 176 Seiten
      • 7 Lesestunden

      Sowohl eine kraftvolle Übersetzung eines der subtilsten und witzigsten Stücke von Euripides als auch eine völlig neue Interpretation, enthüllt diese Version die außergewöhnliche formale Schönheit und thematische Konzentration der Alkestis. Der Übersetzer präsentiert das Stück als ein Drama der menschlichen Existenz, das in der Tradition der griechischen Tragödie steht. Die Charaktere sind erkennbar menschlich und verkörpern zugleich maskierte Darstellungen menschlicher Zustände. Die Alkestis wird somit zu einer metaphysischen Tragikomödie, in der Admetos, der bisher ein Leben ohne Einschränkungen geführt hat, lernt, "sterbliche Gedanken" zu denken. Er erwirbt das Wissen um Grenzen – die Akzeptanz des Todes sowie die Pflicht zu leben – was, so Euripides, den Menschen bedeutungsvoll menschlich macht und ihn zu Mut und Mitgefühl fähig. Diese neue Interpretation argumentiert überzeugend, dass das Leiden den Menschen menschlich macht, während Befreiung egoistisch und kindisch macht. Nur der Mut, sowohl das Leben als auch den Tod zu akzeptieren, führt zur Verwirklichung der eigenen Menschlichkeit und im Fall von Alkestis zum Heldentum.

      Alkestis1994
      3,9