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Bruno Fonzi

    La biblioteca di Repubblica - 29: Una donna spezzata
    Gli Adelphi - 10: Memorie di una maîtresse americana
    Super Pocket - 55: Memorie di una maîtresse americana
    La Biblioteca di Repubblica - 93: La nausea
    Ragazzo negro
    Die Familie Moschkat
    • L’intellettuale parigino Antoine Roquentin si trasferisce a Bouville, piccolo centro di provincia, per completare un libro di storia. Ma qui improvvisamente la sua percezione della realtà comincia a cambiare: gli oggetti che lo circondano gli danno un senso di nausea, il lavoro lo deprime, la vita della cittadina gli appare squallida e insensata. Prende allora ad annotare in un diario tutti i suoi stati d’animo, mentre la nausea si fa sempre più forte. Abbandonate le sue ricerche, Antoine sta per cedere definitivamente, quando si accorge che ascoltando della musica il grave malessere che lo travaglia scompare d’incanto. Si rende conto allora che forse solo “creando” per via artistica (e nel suo caso letteraria) si può riuscire a giustificare la propria esistenza di fronte a se stessi e al mondo. Scritto nel 1938, La nausea è considerato il romanzo-manifesto dell’esistenzialismo francese: narrazione filosofica per eccellenza, nutrita delle ricerche e degli studi che l’autore andava parallelamente compiendo (da Heidegger a Jaspers a Husserl), racconta la gestazione di una vocazione letteraria che ha tutto l’aspetto dell’ultima spiaggia concessa all’individuo per acquistare un senso di sé che non sia del tutto fallimentare. La letteratura può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell’esistere, e che riverbera sul destino di ognuno l’ombra di un incolmabile e decisivo difetto d’essere.

      La Biblioteca di Repubblica - 93: La nausea2003
    • Una crisi coniugale o familiare costringe tre donne a mettere in discussione la propria vita e il proprio ruolo di madri e di mogli: da questa confessione a più voci nasce una riflessione lucida e disincantata sull'universo femminile. Tre racconti, tre donne, tre crisi. E un tema comune: la solitudine che si deve affrontare quando ogni certezza crolla ma può anche essere il punto di partenza per un'analisi della propria esistenza e dei propri errori. Un libro che è una critica alla donna borghese e allo stesso tempo un invito alla forza e alla speranza.

      La biblioteca di Repubblica - 29: Una donna spezzata2002
    • La vera storia della maitresse Nell Kimball, un documento che fornisce informazioni e particolari non solo su di lei ma anche sulla sua epoca fino al1917, anno in cui il governo chiuse Storyville, il quartiere di New Orleans dove le case di prostituzione avevano riconoscimento legale. NellKimball si ritirò dal mestiere, e nel suo manoscritto non parla degli anni successivi, né di come pervenne a scrivere la storia della sua vita

      Super Pocket - 55: Memorie di una maîtresse americana1998
    • Libro di storia e di poesia, candido e sfrontato manuale di etica, stupenda galleria di ritratti, le Memorie di Nell ci fanno avvertire come le settecentesche avventure della Moll Flanders e Lady Roxana di De Foe appartengano a una letteratura romanzesca da museo... La voce intensa e insolente di Nell, dal timbro un po’ roco, velato di dolcezza e brutalità, viene dal ventre dell’America, da una specie di estasi antipuritana che ai tempi narrati nel libro, e anche molto dopo, nessuno poteva manifestare se non in privato. (Alfredo Giuliani)

      Gli Adelphi - 10: Memorie di una maîtresse americana1990
    • Reb Meschulam Moschkat, Oberhaupt einer vielköpfigen Familie und gewiefter Geschäftsmann, kehrt von einer Kur nach Warschau zurück, begleitet von seiner dritten Frau. Mit dieser allseits als skandalös empfundenen, überstürzten Heirat beginnt der Untergang der Familie Moschkat. Dem mächtigen, stadtbekannten Patriarchen steht der junge, weltabgewandte Euser Heschel Bannet gegenüber, der aus dem Schtetl nach Warschau gekommen ist, um die ewige Wahrheit und das irdische Glück auf anderen Wegen zu suchen als seine Vorfahren, und Koppel Berman, der skrupellose Aufsteiger. Über einen Zeitraum von fast dreißig Jahren - bis zum Beginn des Zweiten Weltkriegs - verfolgt Isaac B. Singer die eng miteinander verknüpften Schicksale. Mit satirischer Schärfe und oft mit ironischem Schmunzeln beschreibt er die geschäftlichen und privaten Intrigen, die erotischen Spannungen, das Machtstreben und die religiöse Grübelei. »Wer die Familie Moschkat kennt«, schreibt Hans Daiber im ›Rheinischen Merkur‹ , »weiß mehr über die Ostjuden und ihren Untergang. Und wohl auch über sich.«

      Die Familie Moschkat1989
      4,0