Berlin, July 1944, a few weeks before the attempted assassination of Hitler by
Claus von Stauffenberg. Bora is ordered to investigate the murder of a
dazzling clairvoyant, a major star since the days of the Weimar Republic, with
deep connections to those in power. But there is more at stake: Bora and
Stauffenberg inevitably meet.
Chi ha avvelenato Germanico, nipote di Marco Antonio, bisnipote di Augusto, figlio adottivo ed erede dell'imperatore Tiberio? Intorno alla morte di un carismatico condottiero, amato dal popolo e destinato a diventare imperatore, si addensano intrighi, omicidi e congiure che coinvolgono le personalità di primo piano della Roma imperiale. Tutti sono coinvolti nella macchina infernale che travolge la dinastia Giulio-Claudia. Lo storico-detective Dando-Collins non trascura nessun indizio, riesamina le prove, verifica l'attendibilità delle testimonianze, discolpa i falsi colpevoli. La sua indagine si districa nella fitta rete di prove e indizi, di sospetti e certezze e approda a un clamoroso colpo di scena: a ordire la sofisticata strategia che ha condotto all'assassinio di Germanico c'è una figura insospettabile che cadrà vittima della sua stessa trama criminale.
Martin Bora, investigatore per i servizi segreti della Wehrmacht, si trova a Mosca, a poche settimane dall'attacco di Hitler alla Russia. Incaricato di una strana missione da Beria, deve recarsi a Creta per procurare sessanta bottiglie di vino cretese. Tuttavia, all'arrivo nell'isola, segnata da un recente bagno di sangue, si trova di fronte a un compito ben diverso: indagare sul massacro di una famiglia di civili, apparentemente uccisi da paracadutisti tedeschi. I servizi vogliono chiarire la situazione non solo per scagionare i soldati accusati di crimini di guerra, ma anche per evitare un incidente diplomatico e prevenire l'intervento della Croce Rossa. La vittima principale è un residente svizzero, esperto di antichità e membro dell’Ahnenerbe, la società di Himmler dedicata alla ricerca sulla razza ariana. Bora si addentra in un'indagine complessa, esplorando piste di spionaggio, vendetta tra caporioni del regime e misteri legati al nazismo magico. La sua battaglia interiore tra il dovere e la repulsione verso il nazismo rispecchia il conflitto di molti ufficiali tedeschi. In questo contesto storico e politico, si sviluppa un dramma esistenziale che ritrae un eroe nobile e delicato, circondato dalla morte e dalla tragedia.
Intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse dell'Occidente
191 Seiten
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Hannah Arendt, prendendo spunto dal processo Eichmann, definiva il nazismo "la banalità del male". Ora, se la manifestazione del male può essere considerata tragicamente ordinaria, a non esserlo, di certo, è la sua genesi più riposta. Una conferma in tal senso ci viene dallo stesso nazismo, il quale non è spiegabile fino in fondo con gli strumenti classici delle scienze umane. Ne è persuaso ormai da un trentennio Giorgio Galli, il famoso politologo italiano e il precursore degli studi sui rapporti tra magia e politica. In questo libro-intervista, Galli raccoglie, scompone e ricompone tutti gli elementi che lo hanno convinto della "centralità" dell'esoterismo nel pensiero e nella prassi nazista: Hess, Rosenberg e Himmler non rappresentano solo il lato ferocemente grottesco di un regime in cerca di un retaggio mistico-razziale che lo nobiliti, ma qualcosa di assai più importante; una cultura "magica" in grado, nel solco di una plurisecolare tradizione di pensiero "alternativo" (dai miti arcaici alla caccia alle streghe), di influenzare concretamente i processi decisionali della politica, con esiti di grandissima rilevanza storica. Scorrevole e incalzante, "La svastica e le streghe" è un viaggio nel cuore occulto della storia europea, alla ricerca di tutte quelle risposte sulla "banalità del male" che il razionalismo positivista non è capace di fornire appieno.