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Marina di Leo

    Biblioteca Adelphi - 521: I cani e i lupi
    Biblioteca Adelphi - 457: Colpo di luna
    Gli Adelphi - 439: L'angioletto
    Worauf die Affen warten
    • Auf einer idyllischen Waldlichtung nahe Algier liegt verführerisch und auffällig geschminkt eine attraktive junge Frau. Brutal ermordet! Der kriminalistische Suchtrupp um Kommissarin Nora Bilal tappt lange im Dunkeln. Die Recherche, die in bewährter Khadra-Manier quer durch alle Schichten der algerischen Gesellschaft führt, von den Villen der Mächtigen, den Privatclubs und Edelrestaurants der Schickeria bis in die Elendsquartiere, ist reich an unerwarteten Wendungen. Bis zuletzt hält der Autor den Leser in Atem: rasante Schnitte, schnelle Szenenwechsel, pralle Schilderungen, zynische Kommentare, flotte Dialoge. Man sieht förmlich einen Film vor sich. Zur großen Freude seiner Leser ist Khadra mit seinem neuesten Buch zu dem Genre zurückgekehrt, das ihn weltberühmt gemacht hat: dem politischen Krimi. Ein Buch von ungeheurer Spannung.

      Worauf die Affen warten2015
      3,7
    • Gli Adelphi - 439: L'angioletto

      • 197 Seiten
      • 7 Lesestunden

      Anche quando divenne un pittore famoso, Louis Cuchas rimase il bambino dall'occhio limpido e svagato, che sembrava non guardare nulla, ma in realtà osservava molte persone e cose, non quelle che ci si aspettava. Non reagiva alle aggressioni e il suo soprannome era «angioletto». Sin da piccolo, dormiva su un pagliericcio, in una sordida stanza di rue Mouffetard, insieme ai suoi cinque fratelli, ciascuno con un padre diverso. Non si turbava per le scene che vedeva, come quella in cui il fratello maggiore, poco più che undicenne, si rivolse a una bambina di nove anni, né per la madre che girava seminuda o per gli uomini che portava a casa ogni sera. Malattie, fame e squallore non lo disturbavano; al contrario, lo incuriosivano e affascinavano. Assorbiva tutto: i tram, la verruca di una donna, un quarto di bue appeso a un gancio, le espressioni delle facce per strada, i facchini delle Halles. Tutto ciò che un giorno sarebbe finito nei suoi quadri, in larghe pennellate di «colori puri», rifletteva la purezza del suo sguardo e della sua anima, che si era appropriato di ogni dettaglio della vita che lo circondava.

      Gli Adelphi - 439: L'angioletto2013
    • Basta vederlo una sola volta, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni e grandi occhi brillanti, per capire che lo amerà per sempre, in un amore assoluto e inestinguibile. A Kiev, Ada vive nella parte bassa della città, tra gli ebrei poveri, e suo padre è un makler, un umile intermediario che si guadagna da vivere comprando e vendendo di tutto. Tra le due città regnano disprezzo e invidia. Tuttavia, quando Harry incontra Ada, prova una strana attrazione e repulsione, come un cagnolino ben curato che percepisce il richiamo dei lupi. Anni dopo, a Parigi, il destino li riunisce e Harry deve affrontare l'irresistibile attrazione che Ada esercita su di lui. Nella prima edizione del romanzo, l'autrice avvertiva che si trattava di "una storia di ebrei", sottolineando la sua intenzione di rappresentare il popolo a cui apparteneva con i suoi pregi e difetti, affermando con orgoglio che "in letteratura non ci sono argomenti tabù". Oggi, i lettori riconoscono la sua capacità di raccontare il mondo degli "ebrei venuti dall'Est, dall'Ucraina o dalla Polonia" con verità e amore.

      Biblioteca Adelphi - 521: I cani e i lupi2008
    • Ai giovani e fragili come Joseph Timar, l'arrivo nelle colonie può portare a un «colpo di luna». Conoscendo l’Africa solo attraverso i libri, partono per un'avventura, ma si trovano di fronte alla realtà torbida del mondo coloniale: da un lato, la massa inafferrabile e minacciosa dei neri; dall'altro, una comunità di bianchi composta da funzionari cinici e corrotti, e naufraghi della vita, segnati dal caldo e dalle febbri tropicali. Timar, partito da La Rochelle con entusiasmo, si sente un vero colono quando, nella grande sala dell’Hôtel Central di Libreville, riceve un whisky. Tuttavia, la sua prima notte africana, piena di rumori e insetti sconosciuti, lo destabilizza. Al risveglio, incontra Adèle, la moglie del proprietario, che lo scruta con uno sguardo carico di sensualità e ironia. La serata culmina con l'assassinio del boy dell’hotel; tutti sanno chi è il colpevole, ma le regole del mondo coloniale impongono il silenzio. Per Timar, quel silenzio si riempie di fantasmi inquietanti. Scritto in un periodo di grande creatività, il romanzo esplora le tenebre dell'Africa, evocando atmosfere simili a quelle descritte da Céline nel suo celebre lavoro. Completato nel settembre del 1932, il libro fu pubblicato nella primavera del 1933.

      Biblioteca Adelphi - 457: Colpo di luna2004