Dentro c'è una strada per Parigi
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Adèle passeggia nel suo quartiere parigino, fragile nel suo cappotto beige. A ottant’anni, osserva una città trasformata: gallerie d’arte hanno preso il posto dei negozi storici. Suo figlio Sébastien, che vive a Londra, la ignora, non condividendo con lei affetti o pensieri. Dopo la morte del marito, Adèle si sente colpevolmente sollevata, avendolo visto diventare irriconoscibile. Martha, la giovane vicina divorziata e disoccupata, si ritrova a fare colazione da sola con le briciole della figlia Eline. Per procrastinare l’inizio della giornata, a volte va al parco con Eline, cantando filastrocche. Altre volte, si occupa dell’appartamento di Jacob Lundman, un uomo affascinante. Eline, affezionata ad Adèle, non comprende perché non vivano insieme, lasciandole disegni sullo zerbino e ricevendo in cambio biglietti e filastrocche. Le vite di Adèle, Martha ed Eline si intrecciano in una solitudine condivisa, mentre cercano un posto nel mondo. La loro solitudine sembra ineluttabile, finché l’amore, descritto da Adèle come “il dolore più grande e la più grande consolazione”, non irrompe nelle loro esistenze, suggerendo che nel cuore si trova la strada per Parigi.
