Arthur Schnitzler
- 360 Seiten
- 13 Lesestunden




Die Ordnung einer Ehe wird durch Gedanken an Abenteuer, Freiheit und Gefahr herausgefordert und muss sich bewähren. Der Reiz des Unbekannten, das außerhalb der Ehe liegt, will erfahren werden, sei es in traumhafter Wirklichkeit oder in -wirklichkeitsnahem Traum. In dieser Novelle wird das parallele, erotisch geprägte Erleben des Paares Fridolin und Albertine in einer Nacht faszinierend geschildert. Fridolin wird auf mysteriöse Weise in eine orgiastische Gesellschaft geführt, während Albertine in einen unvergleichlichen Traum gleitet. In dieser leidenschaftlichen Nacht opfert sich die Fremde, die Fridolin trifft, für ihn, denn jeder Uneingeweihte in dieser bacchantischen Runde ist zum Tode verurteilt. Albertine hingegen gibt sich in ihrem Traum einem Bekannten hin und sieht zu, wie ihr Mann für seine Treue leidet. Als Fridolin von Albertines Erlebnissen erfährt, erkennt er in der Fremden seine eigene Frau. Der Knoten löst sich: Die Versuchungen von Mann und Frau entladen sich in Traumrealität. Die Erkenntnis, dass die Gefahr besteht, einander in der Gemeinschaft zu verlieren, öffnet den Weg zueinander. Als Fridolin unsicher fragt, ob Albertine sich dessen sicher ist, antwortet sie: „So gewiß, als ich ahne, daß die Wirklichkeit einer Nacht nicht die innerste Wahrheit eines Menschenlebens bedeutet.“
Un giovane medico e sua moglie, belli, innamorati e felici, al ritorno da una festa in maschera prendono a raccontarsi episodi - non si sa se realmente accaduti o se frutto di fantasia - che fino a quel momento non si erano reciprocamente confessati. Si innesca in tal modo per ambedue, quasi al di là della loro volontà o coscienza, una spirale visionaria fatta di maschere sommamente inquietanti, di ambienti misteriosi e segreti, di desideri repressi venuti improvvisamente alla luce, di tensioni erotiche rimaste per tanto tempo sotterranee: una spirale che raggiunge il suo acme in una notte in cui la verità delle proprie pulsioni non può più essere dissimulata, e che perciò cambierà profondamente la vita dei due coniugi. Sigmund Freud aveva esitato a lungo prima di incontrare Arthur Schnitzler per una sorta di «timore del sosia». E in effetti forse mai scrittore è riuscito a rappresentare con maggior evidenza e tangibilità i fantasmi dell’inconscio, forse mai narratore è arrivato tanto in profondità nel far emergere il “rimosso” e farne materia quasi esclusiva di racconto. Doppio sogno trova in questa difficile impresa una misura e un equilibrio espressivo pressoché perfetti: nonostante le ridotte dimensioni, resta un classico novecentesco fra i più importanti e coinvolgenti, certo uno degli esiti più alti e maturi della grande civiltà letteraria mitteleuropea.