Based on previously unavailable archival documents and oral accounts from
people who were there, Petacco reveals the events and exposes the Italian
government's mishandling - and then official silence on - the situation.
La scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani
172 Seiten
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L'8 settembre 1943, il maresciallo Pietro Badoglio annunciò l'armistizio con gli Alleati, lasciando circa seicentomila soldati italiani nei campi di prigionia in vari paesi, dall'Egitto all'India. Di fronte a questa situazione, i soldati si trovarono a dover scegliere tra il duce e il re, dopo anni di combattimenti contro un nemico ben definito. La maggior parte di loro era giovane, con un'età media di 23-24 anni, e una significativa minoranza decise di non "tradire". Tuttavia, la scarsità di fonti ufficiali e la delicatezza politica dell'argomento hanno portato gli storici a trattare la questione in modo superficiale. Molti di questi soldati, tra cui futuri artisti e scrittori come Alberto Burri e Giuseppe Berto, preferirono il silenzio per evitare discriminazioni. La storiografia ha spesso ignorato la loro esistenza, nonostante la loro resistenza alle pressioni dei detentori, che volevano trasformarli in "cooperatori". Lontani dalla patria, affrontarono un futuro incerto, guidati da ideali politici, orgoglio o dignità militare. Questo lavoro restituisce voce e memoria a questi protagonisti, rivelando una parte significativa dell'"altra Resistenza" e delle esperienze personali che l'hanno caratterizzata.
Intorno alla metà del sedicesimo secolo l'Europa, dilaniata al suo interno da guerre politiche e religiose, pareva ormai destinata a soccombere alla crescente egemonia dell'impero ottomano. Ma nel 1566 Antonio Michele Ghislieri, un semplice monaco domenicano, fu elevato al soglio pontificio con il nome di Pio V. Inquisitore inflessibile e paladino della Controriforma, il nuovo papa fu artefice di un vero capolavoro: la Lega santa, una sorta di "patto mediterraneo" che riunì sotto il segno della Croce tutte le potenze cristiane. Dimentiche per la prima e unica volta dei rispettivi egoismi, esse costituirono una grande flotta multinazionale che il 7 ottobre 1571 nelle acque di Lepanto ebbe la meglio sulle forze navali turche.
A metà degli anni Novanta e, come tutte le grandi innovazioni dell'umanità, avvenne per caso: cercando un farmaco per problemi cardiaci, un'équipe di scienziati scoprì una sostanza dotata di sorprendenti quanto piacevoli "effetti collaterali". Così nacque il Viagra. Commercializzato a partire dal 1998, è presto divenuto un vero e proprio fenomeno sociale, usato da oltre 23 milioni di uomini nel mondo: ne viene venduta una compressa ogni 9 secondi! Chi lo usa non lo dice: provate a chiedere ai vostri amici! In questo volume, invece, tutti ne parlano: undici tra i più amati personaggi della cultura e dello spettacolo si cimentano, ognuno a suo modo, con un tema che è ormai entrato a far parte dell'immaginario collettivo e del costume italiano.
Tangenti, concussioni, intercettazioni telefoniche, scandali sessuali, denunce anonime avvenivano anche durante il ventennio, benché non se ne sia mai saputo nulla. Arrigo Petacco in questo volume (edito per la prima volta nel 1979 con il titolo "Riservato per il duce" e qui aggiornato ed arricchito di due capitoli) raccoglie i dossier riservati dove Mussolini teneva le "informative" sulle attività dei nemici e sulle malefatte dei collaboratori. Oltre ai documenti "ufficiali" il libro contiene la documentazione segreta personale del Duce (suppliche di presunti parenti, i temi da studente, le lettere d'amore di Claretta Petacci e addirittura le intercettazioni telefoniche delle loro conversazioni), permettendo così al lettore di calarsi nella realtà quotidiana dei protagonisti dell'età fascista e rivelandoci il volto sconosciuto del Mussolini privato.
Dalla partenza del primo soldato italiano nel luglio 1941 al ritorno dell'ultimo prigioniero nel febbraio del '54, Arrigo Petacco ricostruisce in questo libro le quattro fasi della campagna di Russia: la corsa vittoriosa verso la riva del Don, l'eroica resistenza durante il contrattacco sovietico, la rotta disastrosa e infine l'allucinante marcia dei meno fortunati verso i lager sovietici (dai quali torneranno vivi poco più di diecimila soldati su ottantacinquemila che erano partiti). L'autore spiega le reali ragioni e le nefaste illusioni che spinsero Mussolini, nonostante l'opposizione di Hitler, a inviare un'armata su un fronte così lontano a scapito di altri strategicamente più importanti; nel mentre restituisce appieno l'onore di combattenti non solo agli alpini, ma anche a fanti, aviatori, marinai e militi che, nonostante le avverse condizioni e l'inadeguato equipaggiamento, adempirono con valore al proprio dovere. Inoltre, grazie alla documentazione recuperata negli archivi del KGB, ripercorre la drammatica odissea dei nostri connazionali prigionieri nel lager.