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Nelle mani delle donne

Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi

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  • 212 Seiten
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L'autrice desidera condividere con le giovani donne, in particolare con le sue figlie, la storia delle donne e del cibo, evidenziando l'importanza di preservare conquiste faticosamente ottenute e recuperare ciò che sembra perduto. Vuole stimolare una riflessione su ciò che è naturale e ciò che è costruito socialmente, sia dagli uomini che dalle donne, perpetuando pregiudizi e limitazioni. Inizia un viaggio temporale che parte dalla contemporaneità e risale fino al secolo XI, passando per figure come Ildegarda di Bingen e Matteuccia del Castello di Ripabianca, fino al XV secolo. L'obiettivo è analizzare la relazione storica tra donne e cibo, per comprendere i ruoli che hanno assunto nel corso dei secoli, spesso all'interno di costruzioni culturali presentate come naturali. Si concentra in particolare sull'allattamento, considerato il legame più ‘naturale’ delle donne con il cibo, ma esplora anche il rapporto con le sostanze nutritive usate per guarire, sedurre o avvelenare. L'indagine si basa su una varietà di fonti, dai procedimenti giudiziari ai trattati, dai dipinti alla letteratura, offrendo una visione complessa e sfumata del tema.

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Nelle mani delle donne, Maria Giuseppina Muzzarelli

Sprache
Erscheinungsdatum
2014
Einband
(Paperback)
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Titel
Nelle mani delle donne
Untertitel
Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi
Sprache
Italienisch
Verlag
Laterza
Erscheinungsdatum
2014
Einband
Paperback
Seitenzahl
212
ISBN10
8858113233
ISBN13
9788858113233
Reihe
Schlagwörter
Beschreibung
L'autrice desidera condividere con le giovani donne, in particolare con le sue figlie, la storia delle donne e del cibo, evidenziando l'importanza di preservare conquiste faticosamente ottenute e recuperare ciò che sembra perduto. Vuole stimolare una riflessione su ciò che è naturale e ciò che è costruito socialmente, sia dagli uomini che dalle donne, perpetuando pregiudizi e limitazioni. Inizia un viaggio temporale che parte dalla contemporaneità e risale fino al secolo XI, passando per figure come Ildegarda di Bingen e Matteuccia del Castello di Ripabianca, fino al XV secolo. L'obiettivo è analizzare la relazione storica tra donne e cibo, per comprendere i ruoli che hanno assunto nel corso dei secoli, spesso all'interno di costruzioni culturali presentate come naturali. Si concentra in particolare sull'allattamento, considerato il legame più ‘naturale’ delle donne con il cibo, ma esplora anche il rapporto con le sostanze nutritive usate per guarire, sedurre o avvelenare. L'indagine si basa su una varietà di fonti, dai procedimenti giudiziari ai trattati, dai dipinti alla letteratura, offrendo una visione complessa e sfumata del tema.