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Uzeda

Diese Serie taucht tief in das turbulente Innenleben und die gesellschaftlichen Desillusionierungen einer sizilianischen Aristokratin ein. Sie verfolgt ihren Weg von der Jugend bis ins reifere Alter und beleuchtet ihre Träume, Enttäuschungen und die Suche nach Erfüllung in einer patriarchalen Gesellschaft. Jede Erzählung bietet ein intimes Porträt einer Frau, die trotz gesellschaftlicher Zwänge und persönlicher Misserfolge ihren Platz und ihr Glück sucht und oft feststellt, dass das Leben ein Geflecht aus Illusionen ist.

I vicerè
L'illusione

Empfohlene Lesereihenfolge

  1. L'illusione

    • 425 Seiten
    • 15 Lesestunden

    L'inquieta Teresa Uzeda è l'aristocratica siciliana che molti hanno definito la madame Bovary italiana. Come Flaubert, De Roberto si cala nei turbamenti giovanili di una donna e nelle sue adulte disillusioni, spiandone da vicino umori, infelicità e capricci. Colei che sarà la vera protagonista assente dei Viceré, il cui spirito aleggerà sulle vicende della famiglia Uzeda e sulla storia d'Italia, è qui ritratta dall'infanzia alla maturità, sullo sfondo di una Sicilia aristocratica e patriarcale. Saranno strappi e fallimenti, nel loro succedersi, a scandire la vita di Teresa e il ritmo del romanzo: l'agognata luna di miele, con un marito che non ama, chiuderà la stagione dei sogni adolescenziali; la partenza per raggiungere l'amante, sfidando lo scandalo, diventerà il momento del radicale disinganno, fino all'inevitabile conclusione che "tutta l'esistenza umana si risolve in una illusione".

    L'illusione1
    4,0
  2. I vicerè

    • 717 Seiten
    • 26 Lesestunden

    Un romanzo censurato per oltre 100 anni. Sicilia. Fine Ottocento. Al centro del libro, quanto del film che ne è stato tratto da Roberto Faenza, è la critica del trasformismo delle classi dirigenti abbarbicate al potere e disposte, per mantenerlo, a cambiare spregiudicatamente bandiere e ideologie e a saltare sul carro del vincitore di turno; perfino delle rivoluzioni, se la posta in gioco è quella di vanificare il mutamento, di perpetuare il dominio. "Forse è venuto il tempo di Federico De Roberto" - scrive Antonio Di Grado nella sua introduzione. "Forse il lettore adulto, laico, postideologico, avvezzo al dubbio e alla demistificazione che la sua opera pretende, è già alla soglia di questo incontro decisivo: con uno dei capolavori della letteratura europea tra Otto e Novecento (garante Leonardo Sciascia, che lo giudicò il romanzo italiano più importante dopo "I promessi sposi"), con la più radicale e spietata autoanalisi che una nazione e i suoi intellettuali abbiano formulato della loro storia politica e civile e della natura e del ruolo delle loro élite dirigenti".

    I vicerè2
    4,3