Magistrati che se ne sono occupati affermano che la Banda della Magliana "è un'invenzione giornalistica" e che "non è mai esistita una organizzazione unitaria della malavita romana" oppure, al contrario, che "era molto di più di una banda, molto più pericolosa, ed è stata colpevolmente sottovalutata". Sta di fatto che la "bandaccia", come veniva anche chiamata, è protagonista di romanzi, film e sceneggiati televisivi di grande successo e suggestione, fino a diventare sinonimo di "cupola" onnicomprensiva della malavita capitolina dalla seconda metà degli anni Settanta alla fine degli anni Ottanta e a far sospettare che esista ancora. Associata alla mafia e al terrorismo nero, ritenuta ricca di agganci e compiacenze nelle zone torbide dei servizi segreti, della finanza, della massoneria e della gerarchia vaticana, tanto da esserne la longa manus negli affari più sporchi, le propaggini della Banda della Magliana sono state "viste" in quasi tutti i casi che hanno scandito la burrascosa storia italiana di quegli anni sanguinosi. Capire l'arcipelago Magliana vuol dire addentrarsi in una tragedia collettiva fatta di avidità e ferocia, deliri di onnipotenza criminale e sottili disegni politici, un magma in cui tutto si fonde insieme e che, una volta raffreddato, ha lasciato sogni di pietra e morti senza gloria.
Pino Nicotri Bücher



L'arcitaliano Ferrara Giuliano
- 265 Seiten
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Anni Settanta: Ferrara è un funzionario del Pci a Torino, un italomarxista berlingueriano e sostenitore del compromesso storico. Antiliberista e giocatore di poker, è armato di pistola e favorevole alla delazione di massa contro il terrorismo, oltre a essere un fervente sostenitore della causa palestinese, ma abbandona il Pci in declino, con un'intervista fasulla. Anni Ottanta: Diventa anticomunista alla corte di Craxi, raccomandato dal Psi al “Corriere della Sera” filo-craxiano. Scrive contro il Pci a “Reporter” usando lo pseudonimo Piero Dall’Ora e risulta essere un informatore della Cia, pagato in dollari. Si afferma come opinionista craxiano alla Rete 2 della Rai e come giustizialista televisivo a Rai 3. Passa dalla Rai lottizzata a Fininvest berlusconiana, diventando eurodeputato socialista con un seggio-fantasma. Anni Novanta: Ferrara difende la prima Repubblica e si schiera subito con la seconda, opponendosi all’inchiesta Mani pulite e al sistema elettorale maggioritario. Pubblica “Lezioni d’amore” autocensurate e diventa ministro-portavoce del primo governo Berlusconi. Fondando “Il Foglio” con la signora Berlusconi, lancia campagne contro Antonio Di Pietro e Stefania Ariosto, collocandosi a destra, ma con uno sguardo a sinistra. Duemila: Ferrara si mostra berlusconiano con riserva, superisraeliano e antislamico, sostenendo la guerra preventiva Usa all’Iraq. Si parla di una valigia di denaro contante ricevuta da Cal
A un quarto di secolo dalla scomparsa della quindicenne Emanuela Orlandi, il mistero continua a generare rivelazioni e supertestimoni, che si rivelano spesso come depistaggi e false speranze. In occasione del 25esimo anniversario, sono riemersi i manifesti con il volto sorridente di Emanuela e le dichiarazioni dell’ultima supertestimone, Sabrina Minardi, ex amante del boss della banda della Magliana, Enrico "Renatino" De Pedis. La sua testimonianza offre un’ulteriore dimensione al mistero, legando la vicenda a un "Romanzo criminale" e a una cripta di una basilica romana, vicino alla scuola di musica frequentata da Emanuela, da cui fu vista uscire poco prima della sua scomparsa. Il giornalista Pino Nicotri analizza in modo approfondito i fatti, esaminando tutti gli elementi della vicenda e il contesto torbido, inclusi i giochi dei servizi segreti della Germania comunista. Il vuoto di verità nel complesso intreccio tra Vaticano e presunti rapitori alimenta una serie di messinscene, frottole e imprecisioni diffuse da media e trasmissioni televisive, rendendo la ricerca della verità ancora più complessa e sfuggente.