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Giorgio Bocca

    28. August 1920 – 25. Dezember 2011
    Il sottosopra
    L'inferno
    Voglio scendere!
    Annus horribilis
    La repubblica di Mussolini
    Verfilzt und vergiftet
    • 2015
    • 2012

      Grazie no

      sette idee che non dobbiamo più accettare

      • 119 Seiten
      • 5 Lesestunden

      Forse in questi anni ci siamo abituati: cose che dovrebbero farci indignare passano sotto silenzio, discorsi che non si dovrebbero sopportare diventano moneta corrente, idee come minimo discutibili vengono invece comunemente accettate. Giorgio Bocca però non si è mai arreso, e in questo pamphlet alza la voce per denunciare le scorciatoie del pensiero unico, che certo non scomparirà con un cambio di governo e a cui si deve rispondere con un sonoro e liberatorio: "Grazie, no!". E se è ormai quasi un'abitudine anche l'indignazione, anche il cinico e soddisfatto luogo comune secondo cui l’Italia è ormai perduta, vittima delle sue ataviche tare e dei suoi vizi inestirpabili, Bocca ci ricorda, con l’autorità del testimone e la vividezza del grande cronista, che già altre volte (ultima la guerra partigiana, così vicina e così preziosa) l’Italia fu sul punto di soccombere, ma gli italiani hanno saputo trovare in loro stessi la forza di salvarsi.

      Grazie no
    • 2010

      Annus horribilis

      • 159 Seiten
      • 6 Lesestunden
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      La crisi economica e l’autoritarismo strisciante, il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L’Italia delle ronde e l’Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti.Giorgio Bocca racconta il nostro Annus Horribilis con la veemenza e l’intransigenza di cui può essere capace solo un grande “antitaliano” come lui. La sua è un appassionato j’accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l’opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l’impunità, l’ossequio al potente di turno..

      Annus horribilis
    • 2010

      Fratelli coltelli

      1943-2010 : l'Italia che ho conosciuto

      • 331 Seiten
      • 12 Lesestunden
      Fratelli coltelli
    • 2006

      Napoli siamo noi

      il dramma di una città nell'indifferenza dell'Italia

      • 128 Seiten
      • 5 Lesestunden
      Napoli siamo noi
    • 2006

      Le mie montagne

      Gli anni della neve e del fuoco

      • 152 Seiten
      • 6 Lesestunden

      Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono già prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete più vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era già finito", scrive Bocca. L'autore ha girato il mondo e all'Italia ha dedicato diversi libri: qui ritorna alla "patria alpina", alla provincia incastonata tra le montagne da cui proviene e che diventa il crogiuolo in cui si mettono alla prova gli uomini e le idee. Dalla grande schiatta piemontese dei maestri di antifascismo - i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco - al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, alla scoperta dell'eredità occitanica tra Piemonte e Francia, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma è politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero.

      Le mie montagne
    • 2005

      “Una” repubblica partigiana

      Ossola, 10 settembre - 23 ottobre 1944

      • 138 Seiten
      • 5 Lesestunden

      Dalle prime vittoriose battaglie fino all'inevitabile resa di fronte alle truppe tedesche e fasciste, il libro racconta la luminosa, breve parabola di libertà in val d'Ossola. Una vera epopea popolare che, nell'autunno del 1944, suonò come un preannuncio della vicina Liberazione e attirò l'attenzione dei giornali di tutto il mondo. Lo sguardo lucido dell'autore coglie lo slancio civile, ma mette anche in rilievo le diverse anime, spesso in rapporto conflittuale, della Resistenza italiana. Raccontando episodi drammatici e aneddoti curiosi, descrivendo i personaggi noti e meno noti, spiegando il rapporto non sempre facile dei partigiani con gli Alleati angloamericani.

      “Una” repubblica partigiana
    • 2005
    • 2004

      Sessant'anni fa, a guerra appena finita, Giorgio Bocca ha scritto questo saggio sui partigiani delle montagne, in senso più lato sulla Resistenza. Un saggio che semplicemente vuol dire ai revisionisti dell'ultima ora: le cose sono andate esattamente così. Una minoranza di italiani, i soliti mille delle imprese disperate, ha raccolto dal fango in cui erano state gettate le stellette del popolo in armi e, senza eroismi e senza retorica, ha messo in piedi in venti mesi la Resistenza più forte in Europa dopo quella iugoslava. Quarantacinquemila partigiani caduti, ventimila feriti o mutilati, gli operai e i contadini per la prima volta partecipi di una guerra popolare senza cartolina precetto, una formazione partigiana in ogni valle alpina o appenninica, un comitato di liberazione in ogni città e villaggio, l'appoggio della popolazione, la cruenta, sofferta gestazione di una Italia diversa, la fatica paziente per armare e far vivere un esercito senza generali. E alla fine tutti a casa senza ricompense e privilegi.

      Partigiani della montagna
    • 2003

      Piccolo Cesare

      • 192 Seiten
      • 7 Lesestunden

      La chiave del libro è nel considerare Silvio Berlusconi come un fenomeno non strettamente italiano, ma come il prodotto di una degenerazione della democrazia in atto in tutto il mondo occidentale: dall’America di Bush e del caso Enron, alla Francia in cui la sinistra vota in massa per Chirac trascurando l’opposizione a Le Pen, all’Inghilterra pseudolaburista di Blair, all’Austria di Haider fino all’Olanda di Fortuyn. Berlusconi è il sintomo italiano di una malattia mondiale che si può individuare in buona parte nel dominio assoluto del denaro sulla politica e nel liberismo sfrenato. In questa visione, il governare esclusivamente per i propri interessi, l’uso sistematico della menzogna, la demonizzazione degli avversari, lo screditamento di tutte le istituzioni e i poteri autonomi, la furia di produrre a ogni costo leggi nuove che eliminino le tracce del sistema precedente, sono l’espressione di un’anomalia italiana che sta dentro la generale anomalia di tutte le democrazie occidentali. Mentre alcuni aspetti del fenomeno Berlusconi possono apparire folcloristici, la sua sostanza non lo è affatto, ma è anzi l’anticamera di una qualche forma postdemocratica di società che non sarà probabilmente un regime con tanto di lager e polizia segreta, ma neppure la società aperta che sembrava a portata di mano dopo la fine della Guerra fredda.

      Piccolo Cesare