Canale Mussolini. Parte seconda è il seguito del bestseller dell'autore italiano Antonio Pennacchi. La grande e ricca cronaca familiare di Pennacchi ha colpito l'Italia e il resto del mondo. Il protagonista di questo seguito è Diomede Peruzzi, figlio di Modigliana, che era un personaggio secondario nel primo libro, e di un padre sconosciuto. La narrazione si estende per 20 anni, dagli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, quando i soldati americani sbarcarono ad Anzio e sconfissero le truppe tedesche, fino al boom economico degli anni '60.
Il 25 maggio del 1944 – ultimo giorno di guerra a Littoria – nel breve intervallo tra la partenza dei tedeschi e l'arrivo in città degli angloamericani, Diomede Peruzzi entra nella Banca d'Italia devastata e ne svaligia il tesoro. È qui che hanno inizio – diranno – la sua folgorante carriera imprenditoriale e lo sviluppo stesso di Latina tutta. Ma sarà vero? Il Canale Mussolini intanto – dopo essere stato per mesi la dura linea del fronte di Anzio e Nettuno – può tornare a essere quello che era, il perno della bonifica pontina. In un nuovo grande esodo, che ricorda quello epico colonizzatore di dodici anni prima, gli sfollati lasciano i rifugi sui monti e tornano a popolare la città e le campagne circostanti. I poderi sono distrutti, ogni edificio porta i segni dei bombardamenti. Ma il clima adesso è diverso, inizia la ricostruzione. Nel resto d'Italia però la guerra continua e si sposta man mano verso il nord, mentre gli alleati – col decisivo ausilio delle brigate partigiane e del ricostituito esercito italiano – costringono alla ritirata i tedeschi e le milizie fasciste. È una guerra di liberazione, ma anche una guerra civile crudele e fratricida. E la famiglia Peruzzi, protagonista memorabile della saga narrata in queste pagine, è schierata su tutti i fronti di questo conflitto. Paride al nord nella Rsi – mentre sogna di tornare dall'Armida e da suo figlio – rastrella ed insegue i partigiani. Suo fratello Statilio combatte i tedeschi in Corsica con il Regio esercito, poi a Cassino e su su fino alla linea Gotica. Il cugino Demostene è partigiano della brigata Stella Rossa, e combatte anche lui per liberare l'Italia. Accanto a loro ritroviamo lo zio Adelchi, che vigila sulle ceneri di una Littoria piena di spettri e di sciacalli, in attesa che nasca Latina; il mite Benassi e zia Santapace, collerica e bellissima; l'Armida con le sue api, e la nonna Peruzzi, che attribuisce compiti e destini alle nuove generazioni via via che vengono al mondo. E su tutti c'è Diomede – detto Batocio o Big Boss per un piccolo difetto fisico – il vero demiurgo della nuova città. Con il suo funambolico impasto linguistico veneto-ferrarese, col suo sguardo irriverente e provocatorio sempre addolcito però da un'umanissima pietas – «Ognuno ga le so razon» – Antonio Pennacchi torna a narrare le gesta dei Peruzzi, famiglia numerosa e ramificata di pionieri bonificatori, grandi lavoratori, eroici spiantati, meravigliosi gaglioffi, e donne generose e umorali. E se nel primo volume di Canale Mussolini ci aveva fatto riscoprire un capitolo della nostra storia per molti versi dimenticato, in questa seconda parte si dedica a mantenere viva la memoria del difficile processo di costruzione della nostra Italia democratica e repubblicana. Canale Mussolini - Parte seconda è un grandioso romanzo corale e polifonico, un'opera letteraria di smagliante bellezza che, alternando i toni dell'epica a quelli dell'elegia, ci dà lucidamente conto di ciò che siamo, in forza di ciò che nel bene e nel male siamo stati.
Benassa è il tenace rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina-Borgo Piave, noto per la sua determinazione e per i comunicati che scrive di notte, pieni di passione e indignazione. Ha guidato le lotte sindacali per anni, tra cortei e occupazioni, ma ora si trova stanco e vicino a cedere alle pressioni del capo del personale, accettando di essere pagato per restare fuori dalla fabbrica. Dopo un'epica occupazione della centrale nucleare di Latina, cerca di spiegare ai suoi compagni le sue ragioni. Questo romanzo d'esordio di Antonio Pennacchi, scritto nel 1987 quando anche lui era operaio, narra una grande epopea operaia. Con uno stile che mescola ironia e dramma, racconta di un'epoca in cui gli operai erano uniti nella lotta, alternando momenti di ribellione a sentimenti di solidarietà. La classe operaia, che sembrava destinata all'estinzione, torna a farsi sentire. Il romanzo esplora le gioie e i dolori di questa comunità, mantenendo intatta la sua forza e sagacia, e presenta una capacità esemplare che lo rende un classico.
Warum war Mussolini so beliebt? Antonio Pennacchi erzählt den Faschismus in Italien erstmals aus einer neuen Perspektive: Tausende von Bauern aus den ärmlichen Regionen Venetiens wurden ab 1928 in das malariaverseuchte Niemandsland südlich von Rom umgesiedelt, um an der Aushebung des Canale Mussolini mitzuwirken; unter ihnen auch die Familie Peruzzi. Anfang des 20. Jahrhunderts hegten sie noch sozialistische Sympathien. Bald jedoch leisten sie dem Duce überzeugte Gefolgschaft und arrangieren sich mit dem System. Ein Onkel hat gute Beziehungen nach Rom, die Großmutter flirtet sogar mit Mussolini. Pennacchi erzählt eine große Familiensaga über den gewöhnlichen Faschismus und seine Faszination. Sein provokanter, unheimlicher Roman setzt einer ganzen Region ein unvergessliches literarisches Denkmal.
Racconti bruschi, irriverenti, che pure, e neanche di rado, si aprono su una nota di vero e proprio strazio, questi di Antonio Pennacchi, uno scrittore che si conferma come uno straordinario, eccentrico talento della narrativa italiana contemporanea. Operai, capiturno, capireparto, sindacalisti, marescialli con figlie rivoluzionarie, mariti e mogli con storie ordinarie e straordinarie di amori, disamori, corna, ire da aggredirsi e tenerezze da strappare il cuore. Racconti come Nodulo cosmico, Marco o Avanti Savoia si pongono come vertici della forma narrativa breve, ma il lettore sceglierà da sé quelli che preferisce, se qualche capitolo dell'epopea delle Paludi Pontine e delle città della bonifica, che Pennacchi va costruendo fin dai suoi esordi di scrittore, o le storie in cui si agitano manifestanti e cortei o piuttosto quelle che mettono in scena drammi individuali, scoppi di ferocia primitivi, devozioni più forti del tempo.
In einer Kleinstadt im Süden Romas geschieht ein grausamer Doppelmord, bei dem ein junges Liebespaar mit insgesamt 184 Messerstichen getötet wird. Bald ist ein Schuldiger gefunden und der Fall scheint gelöst. Giacinto, ein Freund der beiden, ist arbeitslos, introvertiert und vermutlich homosexuell. Doch die Zeugenaussagen sind widersprüchlich, die Verdächtigen erweisen sich als unschuldig, die Unschuldigen schließlich als verdächtigt ... Antonio Pennacchi, der "kleine Bruder von Italo Calvino", mit einem kriminalistischen Vexierspiel, das den Leser immer wieder aufs Glatteis führt.