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Die mythische Trilogie

Diese epische Saga entführt die Leser in eine Welt voller alter Mythen, Götter und Helden. Die Erzählungen erforschen zeitlose Themen wie Liebe, Verrat, Schicksal und Mut. Erwarten Sie Abenteuer, die sich vor dem Hintergrund faszinierender mythologischer Kulissen abspielen. Es ist eine fesselnde Lektüre für Liebhaber klassischer Legenden und Fantasy.

Maruzza Musumeci
Il casellante
Die Frau aus dem Meer
Der Bahnwärter
Der Hirtenjunge
  • In dem sizilianischen Dorf Alagona wohnen neben ein paar reichen Bürgersleuten zahlreiche Minenarbeiter, die ihren kargen Lohn in einem der fünf Bergwerke verdienen. Als der Pfarrer des Ortes eines Nachts verkündet, ein schreckliches Unglück werde über Alagona kommen, ahnen die Leute, dass es mit den Bergbauarbeiten zu tun haben wird. Und tatsächlich: Zweihundertzehn junge Minenarbeiter kommen ums Leben. Schnellstmöglich müssen neue Kräfte in den umliegenden Küstenorten rekrutiert werden. Auch in Vigàta, wo der Fischer Adelio mit seiner Familie wohnt, werden Jungen mit der Aussicht auf unvorstellbar hohe Löhne angeworben. Drei Tage später verlassen vier Karren mit je zehn Jungen Vigàta. Giurlà Savatteri, der Sohn von Adelio, ist nicht darunter. Sein Vater erfuhr gerade noch rechtzeitig, unter welch harten Bedingungen die Kinder wirklich arbeiten müssen. Glücklicherweise bietet sich Giurlà bald die Gelegenheit, auf andere Weise Geld für die Eltern dazuzuverdienen: Er wird in die Berge geschickt, weit weg von zu Hause, um Ziegen zu hüten. Was er inmitten saftig grüner Wiesen und einer Schar von Ziegen erlebt, hätte er sich nicht träumen lassen.

    Der Hirtenjunge
  • An der abgelegenen Eisenbahnstrecke unweit der sizilianischen Küste liegt das Häuschen von Nino, dem Bahnwärter, und seiner Frau Minica. Die beiden führen ein friedliches Leben, sie pflegen ihren Garten und die Tiere, und sonntags klemmt Nino sich oft zwei Stühle unter den Arm und die beiden setzt sich ans Meeresufer. Als Minica endlich ein Kind erwartet, ist ihr Glück perfekt. Doch mit dem Krieg kommt die Gewalt und zerstört das Idyll. Nun muss Nino um Minicas Liebe kämpfen – und um ihr Leben.

    Der Bahnwärter
  • «Camilleris sehnsüchtigster und poetischster Roman.» la repubblicaGnazio wird auf Sizilien geboren und wandert als junger Mann nach Amerika aus. Alles, was er kann, ist Bäume anpflanzen. Als er fünfundzwanzig Jahre später in seine Heimat zurückkehrt, kauft er sich ein Stück Land, in dessen Mitte ein mächtiger Olivenbaum thront. Gnazio lässt die spröde Erde wieder aufleben, gräbt sie um und bewässert sie liebevoll. Zu seinem Glück fehlt ihm nur noch eine Frau. Es ist die Wunderheilerin Donna Pina, die ihm helfen kann: Maruzza Musumeci ist strahlend schön wie die Sonne. Wer weiß, warum sie niemals einen Mann gefunden hat? Vielleicht weil sie eine Sirene ist? Gnazio ist fasziniert von der geheimnisvollen Frau. Aber birgt ihre seltsame Art nicht auch eine große Gefahr für ihn, den bodenständigen Mann?Ein märchenhafter Roman über die Liebe, das Leben in der Natur und die Sehnsucht nach einer anderen Welt

    Die Frau aus dem Meer
  • Il casellante

    • 143 Seiten
    • 6 Lesestunden

    Raccontano, le cronache dell’antichità mitica, di metamorfosi varie. E di Niobe, madre superba dapprima, e poi dolorosissima. Gli dèi le uccisero i figli, per vendetta. Ne ebbero pietà alla fine. E la trasformarono in pietra. Ma da quel sasso, da quella roccia insensibile, sgorgò una sorgente di lacrime. Anche a Vigàta accadono fatti da far girare le sante cose, i cosiddetti cabasisi, nell’anno di grazia 1942: mentre guasconeggiano marronate fascistissime, e svampano i primi fuochi che scommuovono l’aria e preludono allo sbarco degli alleati. Non ci sono dèi a Vigàta. Ma regolarità abitudinarie. Treni che vanno e vengono strasciconi. Concertini domenicali. Rispetti e convenevoli. Prodigi d’ingegno anche, di brava gente e di uomini d’onore. E arcaici istinti, primitività animale, e violenza selvaggia nell’ombra. La mostruosità è dentro, negli interstizi della feriale convivenza. Cospira. E quando esplode, feroce e distruttiva, è la provvidenza del dolore a intervenire. Con il ritorno delle antiche metamorfosi. Con la pietrificazione. O con la regressione vegetale, che è tentativo disperato di riaccedere al ciclo vitale della natura. Camilleri è il cronista, il favolista e il mitografo della comunità vigatese. Racconta di Minica e di suo marito, il casellante Nino Zarcuto. Della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla, accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno: in mezzo a un paesaggio arcigno, blandito dal vicino mare e dalla luce. Vogliono la grazia di un figlio, i due casellanti. Si prodigano. Ma la violenza è un gorgo voraginoso, che risucchia i due coniugi. Il dolore è atroce, straziante. Pietrifica. Minica è una Niobe, ora in un’umile mitologia rusticale. Ha per occhi due laghi traboccanti. Vuole essere madre tuttavia. È ostinata. Una fantasticheria vegetale le fa credere di poter diventare albero. Di mettere radici e di dar frutti, dopo essere stata innestata. Il marito l’asseconda, amoroso e sollecito. Il figlio arriva infine, come arrivano i miracoli: donato dagli scrolloni della morte e della guerra. Camilleri si apposta negli svolti della tragedia. E aspetta il lettore, con una candela accesa in mano.Salvatore Silvano Nigro

    Il casellante
  • Maruzza Musumeci

    • 151 Seiten
    • 6 Lesestunden

    La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.

    Maruzza Musumeci