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Ugo Perone

    Volontà, destino, linguaggio. Filosofia e storia dell'Occidente
    Orbis Phaenomenologicus: Bild als Prozess
    • Was macht Bilder heute so interessant für philosophische Debatten? Auch Phänomenologie und Hermeneutik erheben auf eine erneute Interpretation des Bildes Anspruch und zeigen, daß das Bild seine Rätselhaftigkeit behalten, ja vielleicht sogar noch gesteigert hat. Die in diesem Band versammelten, von Autorinnen und Autoren aus unterschiedlichen Ländern verfassten Beiträge resümieren nicht nur wichtige Gehalte bisheriger phänomenologisch-hermeneutischer Bildtheorien. Sie zeigen vor dem Hintergrund allgemeiner Bildwissenschaft auch neue Wege zur Deutung des Bildes auf. Dabei steht eine zentrale Frage im Mittelpunkt: Was bedeutet es, daß ein Bild, sei es im Bereich von Kunst, Kommunikation, Architektur, Literatur oder der Medien, gesehen wird? Mit ihrem kritischen Bildverständnis denkt die phänomenologisch-hermeneutische Philosophie Sehen als Prozess; sie orientiert sich nicht mehr, wie noch das platonische Erbe, am Verhältnis von Abbild und Wirklichkeit, sondern bezieht sich auf die dynamische Interaktion von Sehendem und Gesehenem. Subjekt und Objekt werden somit nicht lediglich als aktive und passive Seite des Sehens oder Denkens verhandelt, sondern ihre Relation wird als ikonische Differenz gefasst.

      Orbis Phaenomenologicus: Bild als Prozess2011
    • La filosofia è sorta con la celeberrima divisione tra essere e apparenza: un atto che ha separato ciò che sta, immutabile e incontrovertibile, da ciò che da questo essere è retto. Il mondo dell'apparenza, interpretato come luogo del divenire, ha assunto i tratti del non essere, imponendo ai filosofi l'esigenza di mettere in relazione il non essere con l'essere ovvero di trovare una compatibilità tra contraddittori. La soluzione di Severino, qui ripercorsa in sei dense lezioni, ha il pregio della semplicità e il rigore di un ferreo argomentare logico. Egli nega al divenire l'evidenza fenomenologica che comunemente gli si attribuisce. È certamente vero che i fenomeni entrano ed escono dalla percezione della coscienza mortale, ma senza che questo debba essere attribuito a un loro presunto divenire. Che l'apparenza sia il luogo del divenire è piuttosto un modo filosofico per rendere ragione dell'apparire dell'apparenza. Su queste basi la proposta di Severino offre un superamento del dualismo essere-apparenza e aiuta a leggere l'apparenza come manifestazione necessaria ed eterna dell'essere.

      Volontà, destino, linguaggio. Filosofia e storia dell'Occidente2010