Bologna, Edizioni Dell'Arco, 2007, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 111 (con dedica autografa originale firmata dell'Autore) . Sottolineature a matita e a pennarello nel testo.
Kossi Komla-Ebri, il più “lombardo” tra i nuovi autori africani, ci fa riflettere e commuovere. Ci parla di partenze e di ritorni, di assimilazione e di identità culturale, ma lo fa lasciando libero spazio alla creatività racchiusa nel bagaglio personale di tutti i migranti.Kossi Komla-Ebri, nato in Togo nel 1954, sposato e padre di due figli, è cittadino italo-togolese residente a Ponte Lambro (Co).In Italia dal 1974, si è laureato a Bologna nel 1982 in Medicina e Chirurgia, specializzandosi in Chirurgia Generale presso l’Università degli Studi di Milano.Oggi lavora presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Erba.Autore di diversi racconti, articoli, saggi e romanzi. Nel 2002 ha pubblicato con Edizioni dell’Arco-Marna la raccolta di aneddoti Imbarazzismi.
Dalla prefazione di Cécile Kyenge Ministra per l’integrazione Ogni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di “imbarazzismi”. Questo fortunato neologismo, ideato da Kossi Komla-Ebri, sta a indicare situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma si tratta di episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto. L’imbarazzismo, come una gaffe sconveniente, crea disagio. Come un lapsus freudiano, svela giudizi e pregiudizi rimossi. Ma per quanto ciascuno di questi episodi non sia grave, gli imbarazzismi feriscono le loro vittime, perché sono quotidiani e perché illustrano una mentalità diffusa popolata di stereotipi. Come superarla? Il primo passo per sconfiggere i pregiudizi è quello di saperli riconoscere. Bisogna ammettere che ciascuno di noi ne ha diversi, quindi dobbiamo imparare a vederli e poi essere disposti a rivederli, ampliando le nostre conoscenze e mettendoli a confronto con la realtà dei fatti. Questa raccolta di aneddoti divertenti, amari e folgoranti ci aiuta a smascherare l’etnocentrismo e gli stereotipi con ironia, un’arma gentile ma efficace contro il razzismo latente.