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Luigi Lunari

    Dracula
    Der Kirschgarten
    Mirandolina
    L'importanza di chiamarsi Ernesto - A cura di Luigi Lunari - Testo inglese a fronte
    I vicerè
    • I vicerè

      • 717 Seiten
      • 26 Lesestunden

      Un romanzo censurato per oltre 100 anni. Sicilia. Fine Ottocento. Al centro del libro, quanto del film che ne è stato tratto da Roberto Faenza, è la critica del trasformismo delle classi dirigenti abbarbicate al potere e disposte, per mantenerlo, a cambiare spregiudicatamente bandiere e ideologie e a saltare sul carro del vincitore di turno; perfino delle rivoluzioni, se la posta in gioco è quella di vanificare il mutamento, di perpetuare il dominio. "Forse è venuto il tempo di Federico De Roberto" - scrive Antonio Di Grado nella sua introduzione. "Forse il lettore adulto, laico, postideologico, avvezzo al dubbio e alla demistificazione che la sua opera pretende, è già alla soglia di questo incontro decisivo: con uno dei capolavori della letteratura europea tra Otto e Novecento (garante Leonardo Sciascia, che lo giudicò il romanzo italiano più importante dopo "I promessi sposi"), con la più radicale e spietata autoanalisi che una nazione e i suoi intellettuali abbiano formulato della loro storia politica e civile e della natura e del ruolo delle loro élite dirigenti".

      I vicerè
      4,3
    • Das burleske Spiel um die Herbergswirtin Mirandolina, die drei Verehrer von Stand mit Witz und Raffinesse an der Nase herumführt, um schließlich dem vierten, ihrem Gehilfen, die Hand zu reichen, ist bis heute das beliebteste Stück Goldonis. Lord Byron bezeichnete es als "eine der besten Komödien, die Europa je hervorgebracht hat".

      Mirandolina
      3,6
    • Der Kirschgarten

      • 87 Seiten
      • 4 Lesestunden

      Tschechow lässt in seinen Theaterstücken äußerlich wenig geschehen – och seine Figuren schaffen in den Dialogen mit ihren Andeutungen und Halbausgesprochenem eine Stimmung und innere Spannung, in der sich bis heute Zuschauer und Leser wiedererkennen. In Tschechows letztem Stück blicken die Bewohner und Gäste eines Landgutes dessen Verkauf und der Abholzung des herrlichen Kirschgartens ins Auge, und jeder stellt sich auf seine Weise zu diesem Untergang einer alten Welt.

      Der Kirschgarten
      3,5
    • Dracula

      • 544 Seiten
      • 20 Lesestunden

      “Basta l’inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi… e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché – bene o male – questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso (come tutto ciò che è peccato o che ci fa ingrassare); perché Mina diventa l’oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l’indefessa fede nell’inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse finisce con l’appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi; fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie dei ‘cacciatori’ convergono – con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o l’‘arrivano i nostri’ dei migliori film western – a sbarrare al Vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza.” (dalla Prefazione di Luigi Lunari)

      Dracula