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Fulvio Abbate

    Biblioteca d'arte: Pittura-scrittura-pittura. Ediz. illustrata
    Tascabili varia: Roma vista controvento - Edizione 2018
    Questa sera si recita a soggetto. Ediz. integrale
    • Roma è il racconto di come una città può diventare universo nell’interpretazione di uno scrittore. Se volete sapere che cos’è uno scrittore – estremizzando – avete due modi. Uno è soffermarvi per un attimo sui versi iniziali di Il suonatore Jones di Fabrizio De André: In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa. Il secondo è – appunto – leggere questo libro: di quei versi, declinazione sontuosa che diverte e commuove. Perché uno scrittore è prima di tutto il suo sguardo e la sua capacità di creare storie, indipendentemente dalla forma che si sceglie. E se De André riesce a raccontarne una puntando il suo su un vortice di polvere, immaginatevi che cosa è in grado di fare Fulvio Abbate orientando il suo, ugualmente immune da ogni conformismo, sulla Città Eterna, generatrice millenaria di narrazioni. Non ne voglio qui anticipare nessuna per non togliere al lettore la sorpresa di tutte le gonne di Jenny che di pagina in pagina Fulvio Abbate vede e rievoca nel suo viaggio patafisico tra cronaca e memoria nelle vie di Roma. Anche quelle ancora oggi capaci di stupirci a ogni angolo svoltato, serbatoio infinito, come sono, di bellezza e di miserie: esattamente nello stesso modo del paese di cui Roma è capitale. Francesca Serafini

      Tascabili varia: Roma vista controvento - Edizione 20182018
    • Considerato, insieme a Sei personaggi in cerca d’autore, il testo di fondazione del teatro postmoderno, Questa sera si recita a soggetto fa parte della “trilogia del teatro nel teatro” di Luigi Pirandello, quella in cui la tradizionale separazione tra autore e spettatore è messa in discussione raccontando cosa succede sul palco e dietro le quinte. Quella che va in scena è una novella dello stesso Pirandello che deve essere rappresentata “a soggetto”, cioè senza un copione prestabilito. Il regista Hinkfuss traduce l’opera in quadri e scene di smaccato gusto spettacolare, ma gli attori rifiutano di assoggettarsi alle sue decisioni e reclamano il primato della spontaneità sul freddo gioco scenico. Si sviluppa così una fitta polemica sulla regia del Novecento, perché lo spettacolo può andare avanti soltanto se gli attori possono recitare liberamente, facendosi interpreti appassionati di una trama che, oltre che con l’arte drammatica, ha a che fare con la natura umana.

      Questa sera si recita a soggetto. Ediz. integrale2009
      4,3