Die großartige Sammlung russischer Volksmärchen von Alexander Afanasjew (1826–1871) verzauberte schon Generationen von Lesern in aller Welt. Ihr Reiz speist sich aus dem Reichtum der russischen Erzähltradition und der schier grenzenlos wirkenden Vielfalt ihrer Stoffe. Afanasjew gilt zu Recht als der russische Grimm: Ähnlich wie dem berühmten deutschen Brüderpaar ging es ihm um die Bewahrung des wertvollen literarischen Erbes seiner Sprache, um das Bewußtsein, welch grandioser Schatz in den mythischen Märchenerzählungen seines Landes liegt.
Eridano Bazzarelli Reihenfolge der Bücher (Chronologisch)




Superbur Classici - 33: Il Maestro e Margherita
- 480 Seiten
- 17 Lesestunden
Il naso. Il ritratto
- 256 Seiten
- 9 Lesestunden
Testo originale a fronte. Due novelle, tra quelle raccolte sotto il titolo tradizionale (non d'autore) di "Racconti di Pietroburgo", dominate dalla medesima atmosfera enigmatica, inquietante. Nella gelida città della Nevà e delle Prospettive, Gogol' sviluppa i motivi che gli sono cari: il mistero del rapporto tra anima e corpo, l'influenza (autentica? immaginaria?) di forze sovrannaturali sul mondo reale, sulla sfilata dei suoi indimenticabili personaggi "cinerei", "gente che col suo vestito, colla sua faccia, coi suoi capelli e coi suoi occhi ha un aspetto come appannato,... come che non sia una giornata di tempesta né di sole ma semplicemente così, né l'una cosa né l'altra". Racconti che, nel corso del secolo e mezzo che ci separa dalla loro composizione, sono stati in vario modo interpretati, secondo dettami di ordine onirico, demonologico, fantastico o meramente sociologico e culturale: purché sempre e comunque si chini il capo dinanzi all'altissima arte gogoliana, al suo procedere per "simboli", per categorie eterne. Così il sussiegoso Kovaljov, che perde il naso, e lo sfortunato Certkov, del quale è invece l'anima a perdersi, frange sfilacciate nella più vasta visione della condizione umana, spaventose testimonianze d'un incolmabile baratro sentimentale e psicologico.