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Glauco Mauri

    Ragazzi terribili raccontano senza inibizioni 60 anni di vita d'Italia
    • Immaginiamo che in un pomeriggio qualunque cinque fra i più grandi attori d’Italia – Giorgio Albertazzi, Adriana Asti, Glauco Mauri, Paolo Poli e Paolo Villaggio – si ritrovino in teatro per una prova e, nell’attesa del regista che ha avuto un contrattempo, si mettano a chiacchierare un po’ di tutto, attingendo all’incommensurabile tesoro di ricordi, conoscenze, esperienze accumulato in tanti anni. Così, in quella sala che profuma di teatro, ovvero di legno e umanità, scaturiscono rifl essioni illuminanti sul nostro passato. Per permetterci di seguirle, coglierne le sfumature e i contrasti, Magda Poli le ha montate per temi, dalla Chiesa (“Per me è stata un’alternativa al Fascismo e ai Balilla”) al Dopoguerra ( “L’Italia era distrutta, ma era fi nita la dittatura di quel pelato che però non aveva la tinta e la finta crescita di questo”), dalle Donne ( “Non mi piacciono se sono tutte uguali”) ai Comunisti ( “Non ne ho mai visto uno ridere né sorridere”), passando per la Lingua italiana ( “Compassione, una delle parole più belle perché siamo tutti nella stessa barca”), le Letture ( “Brani dell’Ariosto, brani del Tasso, tutto sbranato”), i Giornalisti (Asti, ragazza “Una volta ho mandato a un giornalista un pacco di cacca di cavallo”) e l’Omosessualità ( “Al Liceo Doria c’era solo un ragazzo che aveva avuto il coraggio di ‘Sono omosessuale’.

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