Il padiglione sulle dune
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Fra i più perfetti racconti di Stevenson, "Il padiglione sulle dune" – iniziato a Londra nel 1878 e concluso a Monterey, in California, due anni dopo – fu definito dal suo autore «un vasto lavoro di carpenteria in nove capitoli e non so quante scene». Nell’avventura del leale e coraggioso Cassilis e del rude e imprevedibile amico e rivale Northmour, si assiste già al dispiegarsi, in tutta la sua profondità, di quel serrato confronto-scontro di personalità che ritroveremo, qualche anno più tardi, nel duello dei due fratelli antagonisti nello splendido romanzo Il Signore di Ballantrae. Cassilis e Northmour si trovano a difendere loro malgrado il padre della ragazza che entrambi amano, il disonesto banchiere Bernard Huddlestone, in fuga con i soldi sottratti ai carbonari italiani. E così, mentre quel remoto angolo della Scozia in cui si compie la vicenda va man mano infittendosi delle apparizioni sinistre e minacciose degli italiani in cerca di vendetta, il racconto di Stevenson diviene sempre più un bellissimo apologo sul coraggio e sulla viltà, sulla sete di ricchezza e sul bisogno di amore. E proprio quest’ultimo sarà all’origine del riscatto finale di tutte le vite in gioco.
