Una compagnia di attori ebrei mette in scena ogni sera un processo alla figura di Gesù, girando i teatri del mondo e ponendo sotto il profilo puramente giuridico la storia del Messia, tentando alla fine di capire se ne è possibile l'assoluzione o la condanna.
Messa per la prima volta in scena sul palcoscenico del Teatro Sant'Angelo a Venezia nel 1753, La locandiera piacque subito molto, anche se forse non riuscì ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. Originale, spiazzante, giocata su una storia d'amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti, ma anzi li rovescia in un gioco di imprevisti, La locandiera era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. Più che una vicenda sentimentale, il commediografo veneziano aveva infatti scritto una storia sull'egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati nella seducente e sicura Mirandolina, civetta e donna d'affari, indimenticabile e luminoso esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche (e soprattutto) di quelli che fanno sfoggio di un'esasperata misoginia.
Corruzione al Palazzo di giustizia è un dramma in prosa in tre atti del drammaturgo italiano Ugo Betti: è considerata una tra le più celebri opere della produzione dell'autore.
A cura di Gianni OlivaSaggio introduttivo di Giovanni Antonucci e Gianni OlivaEdizioni integraliIn una Venezia misteriosa e incantevole Stelio Effrena e la Foscarina (in realtà D’Annunzio e la Duse) coltivano ne Il fuoco l’idea di un teatro liberato dalle convenzioni borghesi e restituito ai grandi spazi aperti (come nella tradizione greco-romana), in cui si coniugano parola, musica, danza e canto. Forse che sì forse che no (1910), ultima prova narrativa in senso stretto di D’Annunzio, è il romanzo della modernità: come un novello Icaro, Paolo Tarsis, il protagonista, sogna di oltrepassare i limiti umani confidando nel futuro della tecnologia. Passioni, ardimento e follia si intrecciano in un tessuto narrativo denso di episodi e di colpi di scena.Gabriele D'Annunzio(Pescara 1863 - Gardone Riviera 1938) esordì giovanissimo con la raccolta di versi Primo Vere. La sua vastissima produzione poetica, narrativa, drammatica, tradotta in tutte le lingue, ebbe risonanza mondiale. Dopo la composizione delle Laudi, divenne il “vate nazionale”. Eroe della prima guerra mondiale e “comandante” di Fiume, fu considerato a lungo un “maestro di vita”. Di Gabriele D’Annunzio la Newton Compton ha pubblicato L’innocente, Il piacere, I grandi romanzi (Il piacere, L’innocente, Trionfo della morte, Il fuoco) e il volume unico Tutti i romanzi, novelle, poesie, teatro.
Terra vergine, Novelle della Pescara - Edizioni integrali
353 Seiten
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Affidandosi all'esuberanza della giovinezza e al proprio temperamento irruento e sensuale, il D'Annunzio novelliere si mostra fedele, fin dalle prove d'esordio, a quella letteratura regionale abruzzese intrisa del mito della "terra vergine" selvaggia e misteriosa. Le pagine di Terra vergine (1882-84) e delle Novelle della Pescara (1902) si caricano di elementi esotici di tipo vegetale e animale, influenzati dal diffuso darwinismo. Rincorrendo un sogno inappagato di terre lontane, D'Annunzio disegna un Abruzzo somigliante all'Africa, mito dei suoi sogni. Questo volume contiene tutte le novelle dannunziane raccolte in Terra vergine e in Novelle della Pescara e alcune stesure originale da Il libro delle vergini e da San Pantaleone.