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Christian Parisot

    Modigliani, mio padre
    Paris Montmartre
    Amedeo Modigliani
    • Amedeo Modigliani

      • 96 Seiten
      • 4 Lesestunden

      In endlosen Oden an den weiblichen Körper ermalte sich Amedeo Modigliani (1884-1920) mit langgestreckten Körpern und Mandelaugen seinen Platz in der Kunstgeschichte. Seine aparten Frauenbildnisse, sinnlich und mit Schwanenhals, sind unverkennbar. Diese einzigartigen Figuren entsprangen dem persönlichen Schönheitsideal des Malers, der sich dabei jedoch von zahlreichen visuellen Quellen inspirieren ließ, darunter dem zeitgenössischen Kubismus, afrikanischen Holzschnitzereien, kambodschanischen Skulpturen und der italienischen Malerei des 13. Jahrhunderts . Obwohl vor allem für seine weiblichen Akte bekannt, wandte Modigliani denselben Stil auch auf Porträts männlicher Künstlerkollegen wie Pablo Picasso , Jean Cocteau und Chaïm Soutine an. Dieses Buch stellt einige der wichtigsten Werke Modiglianis vor und zeichnet seine kurze aber steile Karriere im Herzen der Avantgarde in Paris nach.

      Amedeo Modigliani
      4,3
    • Paris Montmartre

      • 206 Seiten
      • 8 Lesestunden

      Fotografien, Gemälde, Zeichnungen und Plakate erzählen die Geschichte von Künstlern und wie sich ihre Kreativität in Montmartre entwickelte. Zwischen 1860 und 1920 strömten Künstler nach Montmartre und verwandelten es in eine kulturelle Mekka, das einen bleibenden Eindruck in der Kunstwelt hinterließ. Über 150 farbige Fotos, Gemälde, Zeichnungen und Plakate erzählen die erstaunliche Geschichte von so gefeierten Künstlern wie Degas, Picasso, Gauguin, Van Gogh und anderen und betonen ihre Kreativität und wie sie sich in der magischen Atmosphäre von Montmartre entwickelte.

      Paris Montmartre
    • Modigliani, mio padre

      • 164 Seiten
      • 6 Lesestunden

      Paulette Jourdain, che era allora una bambina, si ricorda che la notte in cui Modigliani morì all'ospedale, Zborowski non volle che Jeanne dormisse nello studio della Grande Chaumière. Paulette l'accompagnò in un piccolo albergo della rue de Seme. L'indomani Jeanne andò all'ospedale per rivedere Amedeo. Il padre, silenzioso e ostile, l'accompagnò. Rimase sulla soglia, racconta il dottor Barrieu, mentre Jeanne si avvicinava al cadavere. "Non lo baciò" scrive Stanislas Fumet, amico d'infanzia, con la moglie Aniuta, di Jeanne "ma lo guardò a lungo, senza dir nulla, come se i suoi occhi si appagassero della sua disgrazia. Si ritirò camminando a ritroso, fino alla porta. Conservava il ricordo del viso del morto e si sforzava di non vedere nient'altro". L'indomani, all'alba, Jeanne Hébuterne si gettò dal quinto piano. "Sembrava un angiolo" disse Foujita, che non rifugge dalla cattiva letteratura. Chantal Quenneville "Jeannette Hébuterne si era rifugiata dai suoi genitori, cattolici offesi della sua unione con l'ebreo Modigliani, e non diceva una parola. Erano trascorsi due o tre giorni quando domandai ad Andre 'E Jeannette?'. Mi guardò male. Si era gettata, la mattina, dalla finestra del quinto piano della casa dei suoi genitori.

      Modigliani, mio padre