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- 215 Seiten
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Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di «ozio e sangue», di «fango e cognac». Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l'orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.
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Un anno sull'Altipiano, Emilio Lussu
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2008
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- (Paperback)
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- Titel
- Un anno sull'Altipiano
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Emilio Lussu
- Verlag
- Einaudi
- Erscheinungsdatum
- 2008
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 215
- ISBN10
- 8806173146
- ISBN13
- 9788806173142
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Wahre Geschichten, Biografien, Geschichte, Autobiografien & Memoiren, Militärgeschichte, Kriege, Südeuropa, Italien, Italienische Literatur, Erster Weltkrieg (1914–1918), Österreich, Winter, Kalt, Autobiografische Romane, Sardinien
- Bewertung
- 4,05 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di «ozio e sangue», di «fango e cognac». Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l'orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.



