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Torna Aldo Nove con un libro incantato e selvaggio.Mai come in questa sorta di catalogo in forma narrativa delle figure, delle ossessioni e delle paure infantili, ma dilatate a occuparsi di tutto ciò che di sbagliato sta accadendo in questo pianeta, il punto di vista è stato cosí preciso e nitido, mai la voce cosí limpida pur pronunciando le piú feroci, buffe, strampalate favole della vita quotidiana di una piccola città, Viggiú, sospesa come per un incantesimo negli anni Settanta, e destinata a diventare il mondo per antonomasia. Punto di vista, si intende, di un bambino, quasi adolescente, ma come bloccato a guardar fuori da una sua finestra affacciata sull’andirivieni del tempo, da cui assiste a una fantastica commedia degli orrori con una imperturbabilità che ci permette di riconoscerlo, infine: quel bambino inquietante non è altri che la parte rimasta buona di noi stessi, e disposta alla meraviglia.
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La più grande balena morta della Lombardia, Aldo Nove
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2004
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- (Paperback)
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- Titel
- La più grande balena morta della Lombardia
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Aldo Nove
- Verlag
- Einaudi
- Erscheinungsdatum
- 2004
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 182
- ISBN10
- 8806169009
- ISBN13
- 9788806169008
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Natur, Fantasy, Gesellschaftskritik, Psychologische Romane, Kindheit
- Bewertung
- 3,45 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Torna Aldo Nove con un libro incantato e selvaggio.Mai come in questa sorta di catalogo in forma narrativa delle figure, delle ossessioni e delle paure infantili, ma dilatate a occuparsi di tutto ciò che di sbagliato sta accadendo in questo pianeta, il punto di vista è stato cosí preciso e nitido, mai la voce cosí limpida pur pronunciando le piú feroci, buffe, strampalate favole della vita quotidiana di una piccola città, Viggiú, sospesa come per un incantesimo negli anni Settanta, e destinata a diventare il mondo per antonomasia. Punto di vista, si intende, di un bambino, quasi adolescente, ma come bloccato a guardar fuori da una sua finestra affacciata sull’andirivieni del tempo, da cui assiste a una fantastica commedia degli orrori con una imperturbabilità che ci permette di riconoscerlo, infine: quel bambino inquietante non è altri che la parte rimasta buona di noi stessi, e disposta alla meraviglia.
