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Prima di lasciarmi passa almeno lo straccio

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  • 206 Seiten
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“La prima volta che una ragazza mi ha lasciato ho quasipianto, quasi come quando l’Argentina ha eliminato l’Italianel 1990. L’ultima, invece, mentre faceva la valigia ioguardavo la televisione e mangiavo le patatine e pensavoche di sicuro c’era un disgraziato qualsiasi pronto dietrol’angolo, con il motore acceso. Se ne sono andate tutte,comunque, una dopo l’altra.Allora mi sono messo lì e ho fatto autocritica, perché misembrava giusto. Mi sono chiesto, primo, se avessi dei difettioggettivi, e la risposta è stata naturalmente ‘sì’; secondo,se potevo correggerli, e la risposta è stata ancora, faticosamente, ‘sì’; terzo, se volevo correggerli.Volevo correggerli? No.Così, ho avuto l’idea, l’idea geniale che avrebbe rivoluzionatola mia vita: avrei scritto nero su bianco quello che sono,quello che la mia prossima e ultima ragazza avrebbe dovutoaspettarsi da me e dal nostro rapporto. Come un contratto.Anzi: un contratto. E se dopo averlo letto e accettato lei miavesse lasciato, be’, molto semplice, le avrei fatto causa.Potrebbe essere una specie di lavoro, ora che ci penso”.

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Prima di lasciarmi passa almeno lo straccio, Mauro Zucconi

Sprache
Erscheinungsdatum
2010
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(Hardcover)
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Titel
Prima di lasciarmi passa almeno lo straccio
Sprache
Italienisch
Autor*innen
Mauro Zucconi
Verlag
Barbera
Erscheinungsdatum
2010
Einband
Hardcover
Seitenzahl
206
ISBN10
8878993751
ISBN13
9788878993754
Reihe
Bewertung
2,9 von 5 Sternen
Beschreibung
“La prima volta che una ragazza mi ha lasciato ho quasipianto, quasi come quando l’Argentina ha eliminato l’Italianel 1990. L’ultima, invece, mentre faceva la valigia ioguardavo la televisione e mangiavo le patatine e pensavoche di sicuro c’era un disgraziato qualsiasi pronto dietrol’angolo, con il motore acceso. Se ne sono andate tutte,comunque, una dopo l’altra.Allora mi sono messo lì e ho fatto autocritica, perché misembrava giusto. Mi sono chiesto, primo, se avessi dei difettioggettivi, e la risposta è stata naturalmente ‘sì’; secondo,se potevo correggerli, e la risposta è stata ancora, faticosamente, ‘sì’; terzo, se volevo correggerli.Volevo correggerli? No.Così, ho avuto l’idea, l’idea geniale che avrebbe rivoluzionatola mia vita: avrei scritto nero su bianco quello che sono,quello che la mia prossima e ultima ragazza avrebbe dovutoaspettarsi da me e dal nostro rapporto. Come un contratto.Anzi: un contratto. E se dopo averlo letto e accettato lei miavesse lasciato, be’, molto semplice, le avrei fatto causa.Potrebbe essere una specie di lavoro, ora che ci penso”.