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Scritto fra il 1935 e il 1937, l'ultimo romanzo russo di Nabokov è un'opera complessa e ricca, al centro della quale si trova l'iniziazione alla letteratura, all'amore e all'età adulta di un giovane emigrato russo nella Berlino degli anni Venti. Il protagonista sembra riflettere Nabokov stesso, ma la narrazione si sviluppa in un gioco di rimandi e rifrazioni che sfida ogni identificazione. Questo romanzo è anche un tributo alla letteratura russa, ricco di allusioni e influenze degli autori che hanno plasmato lo stile nabokoviano. La figura centrale è quella del padre, l'esploratore Konstantin Godunov-Cerdyncev, un uomo che possiede conoscenze uniche e guarda verso "azzurri paesi". La peculiarità dell'opera risiede nella sua struttura, che racchiude una pluralità di romanzi riflessi l'uno nell'altro, culminando in una narrazione che si intreccia con la scrittura del libro stesso. Questo esempio di "libro sul libro" continua a influenzare la forma del romanzo contemporaneo, esplorando la riflessione della parola su se stessa, simile al teorema di Gödel. Pubblicato a puntate nel 1937-38, il romanzo ha visto la sua prima edizione integrale nel 1952. Questa traduzione dal testo originale è accompagnata da un saggio di Serena Vitale, che illumina la vivida luce russa che pervade l'opera.
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Biblioteca Adelphi - 236: Il dono, Vladimir Nabokov, Serena Vitale
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 1991
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- (Paperback),
- Buchzustand
- Gebraucht - Sehr gut
- Preis
- € 7,95
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