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Serena Vitale

    1. Jänner 1945

    Serena Vitale ist eine italienische Autorin und Übersetzerin, deren Werk tief in der russischen Literatur und Kultur verwurzelt ist. Als Professorin für russische Literatur analysiert und übersetzt sie wichtige russische Stimmen und macht deren reiches literarisches Erbe zugänglich. Ihre eigenen Schriften, die von diesem tiefen Verständnis geprägt sind, erforschen ungewöhnliche Erzählungen und kulturelle Feinheiten. Vitale versteht es meisterhaft, akademische Strenge mit fesselndem Erzählen zu verbinden und etabliert sich damit als bedeutende Figur im literarischen Austausch zwischen Italien und Russland.

    Serena Vitale
    Das Leben ist anderswo
    Contemporanea: A Mosca, a Mosca!
    Gatti in crisi d'identità - Tre racconti, due gatti e novanta cartigli
    Pushkin's Button
    Der Eispalast
    Puschkins Knopf
    • Puschkins Knopf

      • 426 Seiten
      • 15 Lesestunden

      Mit detektivischem Spürsinn und in einer spannenden literarischen Recherche geht Serena Vitale den Legenden und Lügen, die Puschkins tragischen Tod mystifizieren, auf den Grund. Der große Dichter starb 37jährig an den Folgen eines Duells. Gleichzeitig entwirft der Roman das faszinierende Bild einer Gesellschaft, die in Sankt Petersburg zur Zeit von Zar Nikolaus I. in ein tödliches Spiel um Liebe und Leidenschaft, Macht und Intrige verwickelt war.(Dieser Text bezieht sich auf eine frühere Ausgabe.)

      Puschkins Knopf
      4,0
    • A wonderful piece of literary detective work that charts the colliding lives of Russia's greatest poet and the man who killed him in their duel - cultural history that reads like a thriller.

      Pushkin's Button
      3,6
    • Un felino in crisi esistenziale, un invadente convitato peloso, una nonna vendicativa troppo affettuosa con la gatta delle graffianti, sornioni, beffardi, talvolta spietati, i tre racconti di Serena Vitale ci svelano il lato più ironico e solare di una signora della letteratura italiana, che si rivela con questo libro anche zarina indiscussa della letteratura gattesca. Ispirati alle centinaia di miniature ad acquerello dipinte per lei dal marito Vladimir Novàk, i racconti danno voce e movimento alla portentosa e multiforme galleria di felini trasformisti, creati dal pittore boemo per coprire le scritte che campeggiano minacciose sui pacchetti di sigarette. Protagonisti assoluti i due gatti di casa, i persiani Nina e Yorick, "musi ispiratori" dell'artista, i quali di volta in volta assumono vesti e personalità diverse, pur restando quello che sempre eleganti, indipendenti, affettuosi, indispensabili compagni di vita.

      Gatti in crisi d'identità - Tre racconti, due gatti e novanta cartigli
      4,0
    • Contemporanea: A Mosca, a Mosca!

      • 234 Seiten
      • 9 Lesestunden

      È il 1967 quando Serena Vitale, all'ultimo anno di università, arriva nella Mosca brezhneviana, in piena Guerra fredda, con una borsa di studio e un incondizionato amore per la cultura russa. Capisce subito che prima di occuparsi di letteratura dovrà imparare a non cadere nelle trappole dell'assurdo quotidiano, a farsi accogliere come amica da chi, morto Stalin da ormai quindici anni, ancora ritiene criminale intrattenere rapporti con una borghese in paltò di lapin sbarcata da un'ignota kapstranà (Paese capitalista). E a tenere la bocca chiusa le orecchie del KGB sono dappertutto - ma gli occhi ben aperti. Offrendoci, attraverso la straordinaria lente della letteratura, uno sguardo acutissimo su ogni figura, ogni parola, schivando le tentazioni della prosa autobiografica e dosando con sapienza i registri dell'ironia e del grottesco, Serena Vitale ci conduce attraverso quarant'anni di storia russa in una galleria di racconti che sono come i movimenti di un'unica sonata: un romanzo felicemente inconsueto che restituisce l'immagine viva della Russia sovietica, negli aspetti più paradossali e tragicomici della vita di ogni giorno come in quelli più drammatici dell'ideologia, della cultura, della censura, fino ai nostri giorni, alla generazione dei nuovi ricchi e dei milioni di poveri senza voce.

      Contemporanea: A Mosca, a Mosca!
      3,8
    • Jaromil, der junge Mann und Held des Romans, ist ein Dichter. Besser: seine Mutter hat ihn zum Dichter gemacht (was nicht heißt, daß er nicht Talent, Phantasie und Gefühle hätte), und sie ist es auch, die ihn herausfordert und ein Leben lang überallhin begleitet. – Als das Buch 1973 in Frankreich veröffentlicht wurde (in Prag durfte es nicht erscheinen), waren sich die französischen Kritiker über die Bedeutung schnell einig: Es erhielt den ›Prix Médicis‹ als bestes ausländisches Buch.

      Das Leben ist anderswo
      4,0
    • Ein Buch über das Lachen und Vergessen, Schwingungen der Liebe und Triebe, über Politik, Macht und Heimat. Tamina, eine junge Emigrantin, versucht nach dem Tod ihres Mannes, seine ersten Briefe aus dem okkupierten Prag nach Paris zu schaffen, um sich ihr verblassendes Glück wieder in Erinnerung zu rufen. Ein Prager Dissident versucht, die Briefe aus der Zeit seiner Liebe zu einer Kommunistin in die Hand zu bekommen, um sie zu vernichten, da sie ihn zu kompromittieren scheinen und sein Bild als Held des Widerstands zerstören. ›Das Buch vom Lachen und Vergessen‹ ist ein Rollen- und Vexierspiel der Figuren und Geschichten; ein Roman in Variationen, in dem Kundera von Menschen erzählt, die es wagen, sich dem Vergessen (in der Liebe und der Geschichte) zu widersetzen, und er tut dies mit einem Lachen und der ihm eigenen feinen Ironie. Hat, so fragt er dabei, die Geschichte einen Sinn, oder treibt sie mit den Menschen nur absurde Scherze, auf die das Lachen und das Vergessen die einzige Antwort sein können?

      Das Buch vom Lachen und Vergessen
      4,0
    • Biblioteca Adelphi - 236: Il dono

      • 474 Seiten
      • 17 Lesestunden

      Scritto fra il 1935 e il 1937, l'ultimo romanzo russo di Nabokov è un'opera complessa e ricca, al centro della quale si trova l'iniziazione alla letteratura, all'amore e all'età adulta di un giovane emigrato russo nella Berlino degli anni Venti. Il protagonista sembra riflettere Nabokov stesso, ma la narrazione si sviluppa in un gioco di rimandi e rifrazioni che sfida ogni identificazione. Questo romanzo è anche un tributo alla letteratura russa, ricco di allusioni e influenze degli autori che hanno plasmato lo stile nabokoviano. La figura centrale è quella del padre, l'esploratore Konstantin Godunov-Cerdyncev, un uomo che possiede conoscenze uniche e guarda verso "azzurri paesi". La peculiarità dell'opera risiede nella sua struttura, che racchiude una pluralità di romanzi riflessi l'uno nell'altro, culminando in una narrazione che si intreccia con la scrittura del libro stesso. Questo esempio di "libro sul libro" continua a influenzare la forma del romanzo contemporaneo, esplorando la riflessione della parola su se stessa, simile al teorema di Gödel. Pubblicato a puntate nel 1937-38, il romanzo ha visto la sua prima edizione integrale nel 1952. Questa traduzione dal testo originale è accompagnata da un saggio di Serena Vitale, che illumina la vivida luce russa che pervade l'opera.

      Biblioteca Adelphi - 236: Il dono
      3,7
    • A Mosca, a Mosca!

      • 238 Seiten
      • 9 Lesestunden

      È il 1967 quando Serena Vitale, all'ultimo anno di università, arriva nella Mosca brezhneviana, in piena Guerra fredda, con una borsa di studio e un incondizionato amore per la cultura russa. Capisce subito che prima di occuparsi di letteratura dovrà imparare a non cadere nelle trappole dell'assurdo quotidiano, a farsi accogliere come amica da chi, morto Stalin da ormai quindici anni, ancora ritiene criminale intrattenere rapporti con una borghese in paltò di lapin sbarcata da un'ignota kapstranà (Paese capitalista). E a tenere la bocca chiusa le orecchie del KGB sono dappertutto - ma gli occhi ben aperti. Offrendoci, attraverso la straordinaria lente della letteratura, uno sguardo acutissimo su ogni figura, ogni parola, schivando le tentazioni della prosa autobiografica e dosando con sapienza i registri dell'ironia e del grottesco, Serena Vitale ci conduce attraverso quarant'anni di storia russa in una galleria di racconti che sono come i movimenti di un'unica sonata: un romanzo felicemente inconsueto che restituisce l'immagine viva della Russia sovietica, negli aspetti più paradossali e tragicomici della vita di ogni giorno come in quelli più drammatici dell'ideologia, della cultura, della censura, fino ai nostri giorni, alla generazione dei nuovi ricchi e dei milioni di poveri senza voce.

      A Mosca, a Mosca!
      3,9
    • Abschiedswalzer

      • 241 Seiten
      • 9 Lesestunden

      »Eine schwarze Komödie der Irrungen, die Milan Kundera mit Gespür für ironische Pointen und dramatische Verwicklungen ihrem Finale zutreibt.« Holger Schlodder in der ›Hannoverschen Allgemeinen Zeitung‹ In einem böhmischen Kurort begegnen sich acht Personen im Rhythmus eines Walzers, der immer schneller wird: die hübsche Krankenschwester Rosa, die ihren Geliebten mit einer unterstellten Vaterschaft zur Heirat zu zwingen versucht; Klima, der Jazzmusiker, der jedoch seine Frau Kamila liebt, die krankhaft eifersüchtig ist; Franta, Rosas Verehrer und wahrer Vater des Ungeborenen; Dr. Skreta, ein extravaganter Gynäkologe; der reiche Amerikaner Bertlef, der sich aus Angst vor dem Tod der Liebe und der Kunst hingibt; Jakub, ein aus der Haft entlassener politischer Gefangener, der in den Westen aufbricht, und die Patientin Olga, Jakubs Ziehtochter, in die er sich entgegen seiner Absicht verliebt. Sie alle suchen in immer neuen – verzweifelten – Paarungen der Aussichtslosigkeit ihrem Leben einen Sinn abzugewinnen.

      Abschiedswalzer
      3,9