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Renata Colorni

    La Biblioteca di Repubblica - 67: Il soccombente
    Eine blassblaue Frauenschrift
    Der Untergeher
    La morte della Pizia
    Die gerettete Zunge
    • Die gerettete Zunge

      Geschichte einer Jugend

      Elias Canettis Die gerettete Zunge erzählt die „Geschichte einer Jugend“ und ist der Auftaktband zu seiner Autobiographie, die er mit Die Fackel im Ohr und Das Augenspiel fortsetzte, ein einmaliges Panorama vom Beginn des 20. Jahrhunderts entwerfend. Seine frühe Kindheit verbringt Canetti in der kleinen, in seiner Farbigkeit fast orientalisch anmutenden bulgarischen Stadt Rustschuk im Ghetto der spaniolischen Juden. Die ersten Schuljahre sind an das Kaufmannsmilleu von Manchester geknüpft, den Ausbruch des Ersten Weltkriegs erlebt er im kaiserlichen Wien, die Kriegs- und Nachkriegsjahre im friedlichen Zürich. Die „Geschichte einer Jugend“ endet mit der Übersiedlung der Familie von Zürich nach Frankfurt. Canetti erzählt von einer glücklichen Kindheit, in der es Liebe und Eifersucht, Egoismus, Stolz, Zärtlichkeit und Todesfurcht gab und nicht zuletzt das kulturelle Interesse eines Elternhauses, in dem vor allem die Mutter dem Kind schon früh den Weg in die Literatur wies.

      Die gerettete Zunge
      4,2
    • La morte della Pizia

      • 68 Seiten
      • 3 Lesestunden

      «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

      La morte della Pizia
      4,1
    • Der Untergeher

      • 157 Seiten
      • 6 Lesestunden

      Drei Pianisten, Eine Leidenschaft. Alle Wollen Sie Nur Das Höchste Als Wahre Kunst Gelten Lassen, Alle Stellen Sie Grösste Ansprüche An Sich Selbst. Doch Nur Einem Ist Der Durchbruch Vergönnt. Als Der Pianist Wertheim Den Hinter Geschlossenen Türen Probenden Rivalen Glenn Gould Hört, Ist Er Als Künstler Tödlich Getroffen, Weiss Er Doch, Dass Er Dessen Genialität Nie Wird Erreichen Können. - Ein Wichtiges Werk Des österreichischen Schriftstellers.

      Der Untergeher
      4,1
    • Eine blassblaue Frauenschrift

      • 160 Seiten
      • 6 Lesestunden

      Wien, 1936: Eigentlich führt der 50-jährige Leonidas, Sektionschef im ›Ministerium für Kultus und Unterricht‹, ein unbeschwertes Leben mit seiner schönen und reichen Frau Amelie. Beruflich wie privat gerät er jedoch in eine Zwickmühle, als er von seiner ehemaligen Geliebten Vera, einer Jüdin, einen Bittbrief erhält: Hilft er einem begabten 17-jährigen jungen Mann, in Österreich die Matura abzulegen? Zwischen Schuld und Opportunismus zeichnet Franz Werfel ein scharfsinniges Sittenbild Österreichs vor dem Anschluss an Nazi-Deutschland.

      Eine blassblaue Frauenschrift
      3,9
    • Tre giovani pianisti si incontrano a Salisburgo per un corso di perfezionamento con Horowitz. Due di loro sono talentuosi, ma il terzo è Glenn Gould, considerato da molti il massimo genio pianistico del secolo. L'incontro con Gould ha conseguenze devastanti: uno dei due si toglie la vita, mentre l'altro regala il suo Steinway a una ragazzina priva di talento e smette di suonare. Il romanzo esplora la tragedia della genialità, sia per chi la possiede sia per chi ne è colpito. Thomas Bernhard, nel 1983, abbandona la sua tipica ossessione monologante per seguire il percorso dei due pianisti, che si rendono conto dell'inarrivabilità del loro collega. Questa consapevolezza li conduce a un vuoto esistenziale, in cui l'aspirazione all'arte sublime non offre scampo. Gould, dedicandosi completamente allo studio del pianoforte, si avvicina alla comprensione del mistero della composizione musicale, mentre gli altri due devono affrontare una vita più ordinaria, accettando di essere altro oltre che pianisti. Si trovano così a contemplare tragicamente un'esistenza vuota, priva di riscatto e redenzione.

      La Biblioteca di Repubblica - 67: Il soccombente
      3,6