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- 184 Seiten
- 7 Lesestunden
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Questo libro ci offre uno sguardo nel laboratorio di Elena Ferrante, rivelando la passione per la scrittura che ha dato vita ai suoi romanzi. L'autrice risponde a molte domande dei lettori degli ultimi dieci anni, spiegando perché uno scrittore dovrebbe mantenere le distanze e lasciare che il testo si sviluppi autonomamente. Condivide le sue ansie quando un romanzo viene adattato per il cinema e le difficoltà nel trovare risposte concise durante le interviste. Racconta le gioie e le fatiche di chi narra una storia, spesso sentendola insufficiente. Esplora i suoi legami con la psicoanalisi, le città in cui ha vissuto, l'infanzia come fonte di ispirazione e il femminismo. Le pagine sono ricche di memorie della sua città natale, Napoli, e includono brani narrativi che non hanno trovato spazio nei romanzi. L'autrice interroga la memoria, i libri amati e la vita quotidiana, con un focus centrale sul processo di scrittura e sull'affollarsi di esperienze e letture intorno alla pagina. Il libro è in gran parte composto da materiali inviati alla sua casa editrice, come lettere e risposte a lettori e intervistatori, risultando in un vivace autoritratto di una scrittrice al lavoro.
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La frantumaglia, Elena Ferrante
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2003
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- (Paperback)
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- Titel
- La frantumaglia
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Elena Ferrante
- Verlag
- e/o
- Erscheinungsdatum
- 2003
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 184
- ISBN10
- 8876415750
- ISBN13
- 9788876415753
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Wahre Geschichten, Biografien, Autobiografien & Memoiren, Frauen, Narrativer Journalismus, Meinungsjournalismus, Feminismus, Südeuropa, Italien, Geschenke für Frauen, Schreiben, Italienische Literatur, Briefe, Identität, Schriftsteller
- Erstveröffentlichung
- 2003
- Originaltitel
- La frantumaglia
- Bewertung
- 4,1 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Questo libro ci offre uno sguardo nel laboratorio di Elena Ferrante, rivelando la passione per la scrittura che ha dato vita ai suoi romanzi. L'autrice risponde a molte domande dei lettori degli ultimi dieci anni, spiegando perché uno scrittore dovrebbe mantenere le distanze e lasciare che il testo si sviluppi autonomamente. Condivide le sue ansie quando un romanzo viene adattato per il cinema e le difficoltà nel trovare risposte concise durante le interviste. Racconta le gioie e le fatiche di chi narra una storia, spesso sentendola insufficiente. Esplora i suoi legami con la psicoanalisi, le città in cui ha vissuto, l'infanzia come fonte di ispirazione e il femminismo. Le pagine sono ricche di memorie della sua città natale, Napoli, e includono brani narrativi che non hanno trovato spazio nei romanzi. L'autrice interroga la memoria, i libri amati e la vita quotidiana, con un focus centrale sul processo di scrittura e sull'affollarsi di esperienze e letture intorno alla pagina. Il libro è in gran parte composto da materiali inviati alla sua casa editrice, come lettere e risposte a lettori e intervistatori, risultando in un vivace autoritratto di una scrittrice al lavoro.


