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Il bambino con il pigiama a righe

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Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.

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Il bambino con il pigiama a righe, John Boyne

Sprache
Erscheinungsdatum
2013
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(Paperback)
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4,1
Sehr gut
7070 Bewertung

Mich hat dieses Buch zutiefst berührt. Habe mir anschließend auch die Verfilmung angeschaut und es ist eins der Bücher, das ich sehr hüte. Die Dramatik des Krieges und die Freundschaft zweier Kinder sind der Inhalt, leider mit einem tragischen Ende.

Es ging eigentlich habe es in der Schule gelesen da ist viel zu erzählen und dramatisch erzählt Wahrheit aber bißchen durcheinander

Sprache
Italienisch
Autor*innen
John Boyne
Erscheinungsdatum
2013
Einband
Paperback
Seitenzahl
211
ISBN10
8817064076
ISBN13
9788817064071
Erstveröffentlichung
2006
Originaltitel
The Boy in the Striped Pyjamas
Bewertung
4,1 von 5 Sternen
Beschreibung
Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.