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L’uomo che racconta la sua storia in questo romanzo riesce inizialmente a ingannare il proprio destino. Arabo israeliano, si integra nella comunità ebraica, vive in una grande città e avanza nel giornalismo, allontanandosi dalla sua famiglia e dal provincialismo delle sue origini. Tuttavia, quando il successo sembra a portata di mano, il destino lo intrappola in un contesto di crescente ostilità tra palestinesi ed ebrei, costringendolo a sentirsi un intruso. L'unica via d'uscita appare il ritorno al paese natale, dove spera di trovare sicurezza tra la gente che conosce. Ma il ritorno si rivela impossibile: il paese della memoria è cambiato, i volti familiari sono irriconoscibili, segnati da cinismo e materialismo. Un giorno, mentre cerca di recarsi nella grande città, scopre che tutte le strade sono bloccate dai soldati, senza spiegazioni. Durante questo assedio interminabile, emergono le debolezze di una comunità poco solidale e la fragilità del protagonista, che, accanto all'indignazione per un Paese che tormenta i propri cittadini, sviluppa avversione per la sua stessa gente. Un crescendo drammatico e claustrofobico porta a un ineluttabile senso di solitudine e di esilio, senza possibilità di riscatto politico.
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E fu mattina, Sayed Kashua, Elena Loewenthal
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2005
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- (Paperback)
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- Titel
- E fu mattina
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Sayed Kashua, Elena Loewenthal
- Verlag
- Guanda
- Erscheinungsdatum
- 2005
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 224
- ISBN10
- 8882468062
- ISBN13
- 9788882468064
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Gegenwartsliteratur, Kriegsliteratur, Kriege, Gesellschaft, Verfilmt, Israel, Journalisten, Dörfer, Araber, Israelische Literatur, Palästinenser, Besetzung der palästinensischen Gebiete
- Erstveröffentlichung
- 2004
- Originaltitel
- Vajehi boker
- Bewertung
- 3,8 von 5 Sternen
- Beschreibung
- L’uomo che racconta la sua storia in questo romanzo riesce inizialmente a ingannare il proprio destino. Arabo israeliano, si integra nella comunità ebraica, vive in una grande città e avanza nel giornalismo, allontanandosi dalla sua famiglia e dal provincialismo delle sue origini. Tuttavia, quando il successo sembra a portata di mano, il destino lo intrappola in un contesto di crescente ostilità tra palestinesi ed ebrei, costringendolo a sentirsi un intruso. L'unica via d'uscita appare il ritorno al paese natale, dove spera di trovare sicurezza tra la gente che conosce. Ma il ritorno si rivela impossibile: il paese della memoria è cambiato, i volti familiari sono irriconoscibili, segnati da cinismo e materialismo. Un giorno, mentre cerca di recarsi nella grande città, scopre che tutte le strade sono bloccate dai soldati, senza spiegazioni. Durante questo assedio interminabile, emergono le debolezze di una comunità poco solidale e la fragilità del protagonista, che, accanto all'indignazione per un Paese che tormenta i propri cittadini, sviluppa avversione per la sua stessa gente. Un crescendo drammatico e claustrofobico porta a un ineluttabile senso di solitudine e di esilio, senza possibilità di riscatto politico.


