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- 371 Seiten
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Un chirurgo incarica un suo studente di studiare segretamente il comportamento di suo fratello, un anziano pittore isolato a Weng, un paesino d'alta montagna. Durante lunghe passeggiate in un paesaggio gelido e malinconico, lo studente si perde nei monologhi ossessivi del pittore, dove verità lancinanti emergono tra allucinazioni, manie e memorie autobiografiche. Il romanzo coinvolge progressivamente lo studente e il lettore nella psicosi visionaria del pittore e nella vita quotidiana di un villaggio abitato da persone prive di ogni luce di redenzione. Questo lavoro, pubblicato nel 1963, ha rivelato Bernhard come uno dei grandi scrittori del Novecento. I lunghi monologhi di Strauch, il pittore pazzo, introducono un nuovo stile e una sintassi labirintica che caratterizzeranno le opere successive di Bernhard e i suoi epigoni. Tra memorie, deliri, congetture filosofiche e allucinazioni, Strauch trasforma il suo orrore per il mondo in una performance istrionica, ironica e complice con il suo interlocutore, rappresentando la reazione naturale dei lettori.
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Gelo, Thomas Bernhard, Pier Aldo Rovatti, Magda Olivetti
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2008
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- (Paperback)
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- Titel
- Gelo
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Thomas Bernhard, Pier Aldo Rovatti, Magda Olivetti
- Verlag
- Einaudi
- Erscheinungsdatum
- 2008
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 371
- ISBN10
- 8806187309
- ISBN13
- 9788806187309
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Historisches Thema, Deutsche Literatur, 20. Jahrhundert, Österreich, Österreichische Literatur, Soziopathie
- Erstveröffentlichung
- 1963
- Originaltitel
- Frost
- Bewertung
- 3,75 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Un chirurgo incarica un suo studente di studiare segretamente il comportamento di suo fratello, un anziano pittore isolato a Weng, un paesino d'alta montagna. Durante lunghe passeggiate in un paesaggio gelido e malinconico, lo studente si perde nei monologhi ossessivi del pittore, dove verità lancinanti emergono tra allucinazioni, manie e memorie autobiografiche. Il romanzo coinvolge progressivamente lo studente e il lettore nella psicosi visionaria del pittore e nella vita quotidiana di un villaggio abitato da persone prive di ogni luce di redenzione. Questo lavoro, pubblicato nel 1963, ha rivelato Bernhard come uno dei grandi scrittori del Novecento. I lunghi monologhi di Strauch, il pittore pazzo, introducono un nuovo stile e una sintassi labirintica che caratterizzeranno le opere successive di Bernhard e i suoi epigoni. Tra memorie, deliri, congetture filosofiche e allucinazioni, Strauch trasforma il suo orrore per il mondo in una performance istrionica, ironica e complice con il suo interlocutore, rappresentando la reazione naturale dei lettori.


