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- 523 Seiten
- 19 Lesestunden
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Alla fine degli anni Novanta, un terremoto devastò Istanbul, causando oltre trentamila morti. Pamuk decise di esplorare la sua città per prestare soccorso alle vittime e osservare le conseguenze del sisma. Questo evento è solo l'ultimo di una serie di disastri che hanno colpito Istanbul nel corso dei secoli: incendi, assedi e invasioni hanno continuamente ridisegnato il volto della città. Camminando tra le macerie e osservando i palazzi distrutti, Pamuk vive l'angoscia di una possibile nuova scossa e fa una scoperta sorprendente: le diverse epoche e culture che hanno abitato Istanbul non si sono sostituite, ma si sovrappongono come strati geologici di rovine. Il romanziere si immerge in questo territorio complesso, opponendo alla devastazione del tempo e della storia il gesto riparatore della scrittura. Questo gesto è un movimento, quello di chi scende in strada e diventa testimone oculare, per poi tornare alla scrivania, armato solo della propria immaginazione. Pamuk esprime la necessità di rimanere solo a fantasticare, in una solitudine che è sia desiderata che subita, rivelando la sua fedeltà alla scrittura. Così, alla forza distruttrice del tempo e dell'umanità, lo scrittore oppone la potenza solitaria e necessaria della letteratura.
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Altri colori, Orhan Pamuk, Giampiero Bellingeri, Şemsa Gezgin
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2008
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- (Hardcover),
- Buchzustand
- Gebraucht - Gut
- Preis
- € 1,59
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- Titel
- Altri colori
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Orhan Pamuk, Giampiero Bellingeri, Şemsa Gezgin
- Verlag
- Einaudi
- Erscheinungsdatum
- 2008
- Einband
- Hardcover
- Seitenzahl
- 523
- ISBN10
- 8806194186
- ISBN13
- 9788806194185
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Wahre Geschichten, Biografien, Autobiografien & Memoiren, Meinungsjournalismus, Türkische Literatur, Türkisch
- Bewertung
- 4 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Alla fine degli anni Novanta, un terremoto devastò Istanbul, causando oltre trentamila morti. Pamuk decise di esplorare la sua città per prestare soccorso alle vittime e osservare le conseguenze del sisma. Questo evento è solo l'ultimo di una serie di disastri che hanno colpito Istanbul nel corso dei secoli: incendi, assedi e invasioni hanno continuamente ridisegnato il volto della città. Camminando tra le macerie e osservando i palazzi distrutti, Pamuk vive l'angoscia di una possibile nuova scossa e fa una scoperta sorprendente: le diverse epoche e culture che hanno abitato Istanbul non si sono sostituite, ma si sovrappongono come strati geologici di rovine. Il romanziere si immerge in questo territorio complesso, opponendo alla devastazione del tempo e della storia il gesto riparatore della scrittura. Questo gesto è un movimento, quello di chi scende in strada e diventa testimone oculare, per poi tornare alla scrivania, armato solo della propria immaginazione. Pamuk esprime la necessità di rimanere solo a fantasticare, in una solitudine che è sia desiderata che subita, rivelando la sua fedeltà alla scrittura. Così, alla forza distruttrice del tempo e dell'umanità, lo scrittore oppone la potenza solitaria e necessaria della letteratura.


