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- 94 Seiten
- 4 Lesestunden
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Nel suo più celebre pamphlet Il diritto all'ozio , pubblicato nel 1880, Paul Lafargue si espresse contro la «strana follia» che con l'avvento della società capitalista si era impadronita delle classi operaie: «l'amore per il lavoro, la passione esiziale del lavoro, spinta sino all'esaurimento delle forze vitali dell'individuo e della sua progenie». Positivamente accolto da Karl Marx, di cui Lafargue aveva sposato la figlia, Il diritto all'ozio si configura anche oggi come un'ironica e graffiante critica allo sfruttamento e all'alienazione, come una vigorosa esortazione a ritrovare nell'ozio, inteso come "tempo liberato" dai ritmi produttivi, e nell'attività intellettuale le proprie potenzialità e la propria dignità di uomini
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I piccoli grandi libri: Il diritto all'ozio, Paul Lafargue, Raffaele Rinaldi
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2018
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- (Paperback),
- Buchzustand
- Gebraucht - Gut
- Preis
- € 4,39
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- Titel
- I piccoli grandi libri: Il diritto all'ozio
- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Paul Lafargue, Raffaele Rinaldi
- Verlag
- Garzanti
- Erscheinungsdatum
- 2018
- Einband
- Paperback
- Seitenzahl
- 94
- ISBN10
- 8811604397
- ISBN13
- 9788811604396
- Reihe
- Schlagwörter
- Sachbücher, Sozialwissenschaften, Wahre Geschichten, Politikwissenschaft, Philosophisches Thema, Politik, Frankreich, Meinungsjournalismus, Wissenschaftliche Theorien
- Bewertung
- 3,55 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Nel suo più celebre pamphlet Il diritto all'ozio , pubblicato nel 1880, Paul Lafargue si espresse contro la «strana follia» che con l'avvento della società capitalista si era impadronita delle classi operaie: «l'amore per il lavoro, la passione esiziale del lavoro, spinta sino all'esaurimento delle forze vitali dell'individuo e della sua progenie». Positivamente accolto da Karl Marx, di cui Lafargue aveva sposato la figlia, Il diritto all'ozio si configura anche oggi come un'ironica e graffiante critica allo sfruttamento e all'alienazione, come una vigorosa esortazione a ritrovare nell'ozio, inteso come "tempo liberato" dai ritmi produttivi, e nell'attività intellettuale le proprie potenzialità e la propria dignità di uomini


