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Uscito nel 1959, Il pasto nudo è forse la più cruda testimonianza letteraria, avvincente e disturbante al tempo stesso, prodotta dalla beat-generation americana. Più che un romanzo, può essere definito un vorticoso assemblaggio di frammenti di vita, vissuti spesso al di sotto della soglia della coscienza e dominati dallo scatenamento di istinti, pulsioni e perversioni, sotto il segno devastante della tossicodipendenza. Lo smarrimento esistenziale, che accomuna l’autore a tanti altri compagni di strada, si condensa nel libro in una irrevocabile condanna al vuoto d’essere e all’autodistruzione, giocata sul filo che distingue e insieme congiunge una realtà irreparabilmente degradata e una fantasia allucinata, distorta: ai “paradisi artificiali” di baudelairiana memoria si sostituisce quiun inferno altrettanto artificiale e ben più definitivo, nel quale l’individuo finisce con lo smarrire quasi del tutto la propria identità e la propria storia.
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La Biblioteca di Repubblica - 100: Pasto nudo, Franca Cavagnoli, William S. Burroughs
- Sprache
- Erscheinungsdatum
- 2003
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- (Hardcover)
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- Sprache
- Italienisch
- Autor*innen
- Franca Cavagnoli, William S. Burroughs
- Erscheinungsdatum
- 2003
- Einband
- Hardcover
- Seitenzahl
- 218
- ISBN10
- 8497891503
- ISBN13
- 9788497891509
- Reihe
- Schlagwörter
- Belletristik, Fantasy, Sci-Fi, Klassiker, USA, Amerikanische Literatur, LGBTQ+ Literatur, Sexualität & Intimität, Verfilmt, Drogen, Homosexualität, Drogensüchtige, Beat Generation, Subkulturen
- Erstveröffentlichung
- 1959
- Originaltitel
- Naked Lunch
- Bewertung
- 3,5 von 5 Sternen
- Beschreibung
- Uscito nel 1959, Il pasto nudo è forse la più cruda testimonianza letteraria, avvincente e disturbante al tempo stesso, prodotta dalla beat-generation americana. Più che un romanzo, può essere definito un vorticoso assemblaggio di frammenti di vita, vissuti spesso al di sotto della soglia della coscienza e dominati dallo scatenamento di istinti, pulsioni e perversioni, sotto il segno devastante della tossicodipendenza. Lo smarrimento esistenziale, che accomuna l’autore a tanti altri compagni di strada, si condensa nel libro in una irrevocabile condanna al vuoto d’essere e all’autodistruzione, giocata sul filo che distingue e insieme congiunge una realtà irreparabilmente degradata e una fantasia allucinata, distorta: ai “paradisi artificiali” di baudelairiana memoria si sostituisce quiun inferno altrettanto artificiale e ben più definitivo, nel quale l’individuo finisce con lo smarrire quasi del tutto la propria identità e la propria storia.






